La fine di tutto – Chris Impey

"Ci fonderemo invece con la tecnologia e diventeremo la macchina. Avremo molti milioni di robot delle dimensioni di cellule ematiche. o nanorobot, che sciameranno nel nostro corpo, pattugliandolo in cerca di agenti patogeni e riparando le nostre ossa, i muscoli, le arterie e le cellule cerebrali. […] Questa visione ha un lato sdrucciolevole. Se la tecnologia può conquistare l'invecchiamento e possiamo evolvere in cyborg, l'immortalità è vicina. Ma, a parte l'immane questione etica, dovremmo farlo? E c'è anche una questione pratica: e se qualcosa va storto?"

Un libro sulla fine, come dice l'esplicito sottotitolo, dai singoli individui all'intero universo, o come dice, in modo ancora più diretto, il sottotitolo inglese "from you to the universe". Noi moriremo, il nostro corpo si sgretolerà, torneremo ad essere atomi sparsi nella biosfera, forse rientreremo nell'atmosfera e di là nello spazio, ma anche i nostri atomi non sono eterni, ad un certo punto anche essi cesseranno di esistere. Di tutto questo e di molto altro Chris Impey (http://www.chrisimpey.com/ – il suo sito) ci parla nel suo saggio, attraversando letteralmente l'universo a tutte le scale dalle dimensioni di una stringa a quelle dell'intero universo, passando per la vita batterica, gli estremofili e noi, le scimmie nude, gli esseri umani. Il percorso, nonostante l'argomento ai limiti dell'inquietante, è interessante, ben strutturato e soprattutto ben documentato, molte delle note rimandano direttamente agli articoli scientifici di riferimento e molti di questi sono consultabili direttamente in rete. Lungo la strada l'autore presenta le posizioni, anche quelle divergenti, di scienziati di vario tipo e futurologi che si sbilanciano immaginando, su solide basi scientifiche, quale sarà il futuro della specie umana e dell'universo. Transumanesimo, la modificazione del corpo umano per prolungarne la vita e migliorarne la salute, con i suoi enormi problemi etici, la panspermia, l'arrivo della vita dalle stelle, i viaggi spaziali e le teorie sulla struttura dell'universo, la scoperta del tempo profondo e la valutazione dell'incidenza dell'esistenza dell'essere umano sulla storia dell'universo. Attraverso questo libro l'autore prova ad aprire un ventaglio di opzioni per la specie umana, per la sua evoluzione e alcuni punti di vista sulla sua fine, che prima o poi avverrà. Per chi vuole interrogarsi sul futuro, sulle sue incertezze, ma anche sulla sua grande certezza, un buon punto di partenza e di riflessione.

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Recensione di
Cirdan
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4 commenti
  • Bella questa recensione, deve essere interessante questo libro con un punto di vista tanto estremo da sembrare una provocazione. Probabilmente però non lo è: "ci fonderemo con la tecnologia, saremo la macchina". Per dire, se capisco bene, che una volta imboccata la strada della tecnica indietro non è dato tornare. E siccome la natura, a meno di non trovare improbabili pianeti abitabili da raggiungere con ancora più improbabili migrazioni, non provvede risorse all'infinito, non resta che inventarne di nuove, di risorse, per mezzo della scienza e della tecnica. Magari per salvaguardare la stessa natura. Un punto di vista che farebbe accapponare la pelle a Heidegger ("solo un dio ci potrà salvare…"). E' una sfida mortale, ne va della riuscita o del fallimento dell'esperimento umano. Cosa che sembra proprio non entrare in testa al manipolo (numeroso, purtropppo) di oscurantisti che oggi levano alte strida ad ogni nuova frontiera che la scienza, non senza fatica, riesce a superare. Libro da appuntarsi per i buoni propositi di lettura per il 2011, sicuramente.

  • Fidati di provocazioni a pensare ce ne sono tante, ha mai pensato di essre una simulazione al computer? Gli oscurantisti prima o poi perderanno, siamo usciti dall'inquisizione, ci emanciperemo, basta impegnarsi a fare le cose in modo chiaro e coinvolgente per i non addetti =)

Recensione di Cirdan