William e Kate. Una storia d’amore regale – Christopher Andersen

E in un periodo in cui gran parte della popolazione europea era in fibrillante attesa della nascita Reale, mi sono omologata anche io a questo tempo di festeggianti speculazioni intorno al tanto atteso Royal Baby. Per commemorare l’evento, poi, che qui le cose o si fanno bene o non si fanno proprio (!), ho deciso di addentrarmi nel mio secondo titolo Regale. Il primo viaggio si era già rivelato disastroso (una qualche biografia di Lady D di cui nemmeno ricordo il titolo), e il secondo si è dimostrato essere se non tale e quale al primo, comunque molto simile.

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Il contenuto del libro parte dalla nascita del primogenito della “felice” coppia, Diana e Charles, per concludersi con l’annuncio del suo fidanzamento con Waitie Katie.
Si ripercorre l’ormai noto incidente della Principessa del Popolo, sia dai giornali, che dai ricordi di William che dai suoi incubi, in cui la protagonista in quella macchina nera è sempre Kate.
Emerge il ritratto di un principe degno di una favola Disney, se non fosse per quella sua gioventù “burrascosa” a detta della Famiglia Reale, ma assolutamente normale nel mondo vero.  I particolari stranoti sulla Monarchia Inglese vengono qui fissati e riproposti in mille salse che assomigliano tutte a gossip puro e semplice, ma una novità c’è: Kate qui è una persona in carne ed ossa, ed è ritratta, dalla primissima infanzia, ma anche prima, durante l’accenno alle sue origini che arrivano fino alla sua bisnonna.
L’immagine che ci si fa di lei è quella di una ragazza molto paziente, un po’ sfigatella forse, nei suoi primi anni di college, sempre dietro a quel Principe Azzurro fin da piccola, tenace e combattiva. Ovviamente, la sfiga o chi per lei, l’ha abbandonata presto, vista la fine che ha fatto!

Anyway, un libro leggero, da spiaggia, per tutte le lettrici di riviste scandalistiche che ogni giorno comprano Chi, Visto o quant’altro.
Mi aspettavo un pochino di storia in più, magari, o comunque notizie importanti o facenti riferimento alle personalità dei reali, ma tutto ciò che ho avuto sono state pagine di nomi propri (le fiamme dei vari principi), nomi di locali (frequentati dai principi), nomi geografici (delle loro mille tenute/palazzi/residenze reali), e nient’altro.

Si salvano davvero soltanto l’inizio, la conclusione e la prefazione di Antonio Caprarica.
Esperimento da NON ripetere!
(Almeno per me…)