Una mamma da URL – Patrizia Violi

A posteriori potrei accusare il caldo.
Poi, il momento. Capita che un libro arrivi in un momento sbagliato (qui lo scrivo e qui lo nego; un libro, con la sua tematica, arriva sempre nel momento giusto).
Forse ho preso sottogamba lo spunto del titolo. E’ un mio difetto quello di scegliere letture a seguito di un titolo particolarmente invitante.

Però ancora non basta.Nessuna di queste scuse vale la delusione.

Ho letto un romanzetto esile, fragile, che fa acqua da tutte le parti proprio perché non affonda da nessuna parte; lo spunto iniziale (i blog delle mamme) è diluito in un mare di banalità.

Si fosse concentrato sull’aspetto “blog” ne sarei stato felice.Una-mamma-da-url-206px1
Questo mi aspettavo: una mamma alle prese con la famiglia, figli, lavoro, pannolini, marito pigro ecc. ed il tempo rosicchiato per il blog, valvola di sfogo.

Mi ritrovo tra le mani un intreccio debole che viaggia su fili flosci di tradimenti, stalkeraggio, amicizia e ribellione giovanile. Un mix improponibile. Un mappazzone.

Laddove potrebbe graffiare, anche solo superficialmente, non affonda. Laddove si tocca con mano una tematica analizzabile, la banalizza.

Manca la cattiveria in questo romanzo.

Mi sembra come uno di quegli stipetti pieni di roba che quasi non si chiudono per quanto sono messe male le cose dentro; gli oggetti non fanno altro che cadere fuori e non c’è verso di farci stare tutto. E il più è paccottiglia.
Forse sarò duro ma il mio commento non è sulla scrittrice, che è comunque molto brava a districarsi tra tutti i fili da lei stessa messi in campo,  bensì sulle scelte che ha compiuto per costruire la storia.

Mi sarebbe piaciuto avesse approfondito l’aspetto dello stalkeraggio, che mi è parso quello più solido e interessante, piuttosto che gettarlo via lì come fosse un calzino sporco troppo disgustoso da meritare attenzione.

Patrizia Violi, io ci conto, ora cerco un altro tuo libro e mi incaponisco…non mi tradire.