Un ragazzo normale – Lorenzo Marone

Nel 1985, mentre tifavano entusiasti per il loro “eroe” calcistico Diego Armando Maradona, i Napoletani hanno dovuto anche piangere il barbaro assassinio di un altro eroe quasi coetaneo del pibe de oro: il giornalista Giancarlo Siani, trucidato dalla camorra il 23 settembre. Purtroppo, in questi anni tristi che viviamo, è assai probabile che Napoli e l’Italia ricordino Maradona più di Siani. Un ragazzo normale, romanzo del 2018 di Lorenzo Marone (Napoli, 1974), tiene desta la memoria di Giancarlo, descrivendolo, attraverso gli occhi di un dodicenne, come il ragazzo semplice e impegnato che era, diventato  eroe suo malgrado.

Ormai adulto, Mimì (Domenico) torna a visitare il palazzo in cui è cresciuto: inevitabilmente una valanga di ricordi si abbatte su di lui, in particolare gli eventi del 1985. Allora Mimì aveva 12 anni ed era il figlio del portiere dello stabile di piazza Leonardo a Napoli in cui abitava Giancarlo Siani. Mimì era mingherlino, occhialuto, riservato; amava la lettura, la scrittura e la scienza; parlava in maniera forbita suscitando stupore e ilarità (anzitutto nei familiari, persone umili e non acculturate) ed era appassionato di supereroi e superpoteri. Intorno a lui una numerosa famiglia e un piccolo gruppo di amici. Dalla nevicata del gennaio 1985 (evento rarissimo a Napoli) al dicembre dello stesso anno, la vita di Mimì è trascorsa come quella di tanti ragazzini, tra scuola, giochi, baruffe in famiglia, qualche trasgressione e i primi amori. Ma il 23 settembre, con l’omicidio di Giancarlo, qualcosa si è spezzato irrimediabilmente.

Il romanzo si rivolge bene ad un pubblico di giovanissimi, magari coetanei o poco più grandi del protagonista: è scritto infatti in maniera semplice e accessibile e racconta una storia in cui, sebbene sia ambientata nel 1985, i ragazzi di oggi possono ancora per molti versi riconoscersi; e magari il libro potrebbe anche incuriosirli a proposito di Maradona e paninari, capelli cotonati e Cindy Lauper. Sicuramente non pochi potrebbero ritrovare le loro insicurezze, la loro voglia di trasgredire, la conflittualità con i genitori: il disagio tipico dell’età in cui si è alla ricerca di se stessi e del proprio posto nel mondo; in cui ci si sente inadeguati e al tempo stesso il centro dell’universo; in cui tutto appare nero o bianco e si può diventare addirittura spietati verso se stessi e verso gli altri; in cui la famiglia non basta più e si cercano nuovi modelli, nuovi miti a cui ispirarsi.

Al tempo stesso i giovani lettori possono avere l’opportunità di conoscere la figura di Giancarlo Siani, la sua passione, il suo impegno e il suo coraggio. Quel coraggio a tanti, come il padre e il nonno di Mimì, è parso incoscienza; ad altri, come Mimì, eroismo; per Giancarlo era normalità.

Il piccolo nerd (così diremmo oggi) Mimì infine ha capito. Gli eroi esistono. Ma sono diversi dai personaggi dei fumetti. Sono persone normali che fanno la cosa giusta, assumendosi il rischio anche delle conseguenze più drammatiche. E non sono immortali.