Dalla libreria al cinema #34 – Un affare di famiglia (The Paperboy)

Capita che lo zapping in TV proponga un film dal cast notevole: Kidman, Cusack, McConaughey e il giovanissimo Zac Efron. Guardando la pellicola (e rimandando il giudizio a qualche rigo più in basso), vien voglia di leggere il romanzo da cui è tratto il soggetto.

Paesino della Florida. Tipo poco raccomandabile in attesa di essere giustiziato per l’omicidio di uno sceriffo burbero e razzista. Ragazza ossessionata dai condannati contatta due giornalisti del Miami Times perché dimostrino l’innocenza del suo “futuro sposo”. In mezzo, la voce narrante di Jack, fratello di uno dei due reporter, figlio di un editore locale nonché ragazzo single espulso da scuola per vandalismo. 

È una storia di indagine giornalistica, tra personaggi misteriosi e paludi, birra e nuotate, istituzioni locali e distanze familiari. Un denso mix che mostra un’America nascosta tra rovi, zanzare, violenza domestica e menzogne, scavando nella coscienza di chi si sente sempre fuori posto.

Il film offre un condensato del libro, cambiando personaggi e finale. Impossibilitato a rendere l’atmosfera da sabbie mobili che si respira nella narrazione sofferta del romanzo, punta all’azione, al desiderio del troppo-bello-per-impersonare-uno-sfigato Zac per una Nicole con botox quasi contestuale, aggiunge un tema razziale, ma il risultato somiglia a una storia interessante tagliata in fase di montaggio per limiti di budget o confusione post-produzione. Resta il merito di incuriosire a procurarsi l’ottimo romanzo che prova almeno ad omaggiare.

dexter