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Tempesta di neve e profumo di mandorle_Camilla Läckberg

Non conoscevo il giallo nordico e mi sono approcciata partendo dalla regina: Camilla Läckberg

Una lettura piacevole, scorrevole, ma anche sul filo del rasoio. L’autrice è molto brava a creare tensione e a far credere situazioni che poi si rivelano tutt’altro.  E tutto ciò in ambientazioni che si percepiscono  – mai l’avrei detto per delle storie ambientate nel profondo nord- “calde”, per i caminetti accesi, per le brioche speziate alla cannella e per le passioni fra i personaggi.

Si tratta di una raccolta di racconti, edita da Marsilio, eppure li ho letti tutti d’un fiato. Io adoro i racconti, non fraintendetemi, ma di solito ne affianco la lettura a quella di un romanzo. In questo caso invece li ho divorati. E questo è un ulteriore pregio, perché un libro che si fa leggere tutto d’un fiato non può essere che un buon libro.

Ho rilevato un solo difetto. L’assenza di originalità delle tematiche. C’è un racconto che mi ricorda Patricia Highsmith, un altro l’opera teatrale “Arsenico e vecchi merletti”, un altro ancora Agatha Christie, ma è un’ispirazione dichiarata nella quarta di copertina e nella presentazione del libro, ove si dice ” Sulle orme di Agatha Christie”. Quindi una sorta di “liberamente ispirato a. . .”, in occasione dei dieci anni di carriera dell’Autrice.

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Recensione di
Miriam Caputo

Sono una divoratrice di libri, che ama la scrittura. Mi piace raccontare le storie che ho letto, ma anche inventarne di nuove e creare personaggi. Mi rispecchio in questa frase:
"Io voglio essere la trapezista, che fa il triplo salto mortale con il sorriso, la leggerezza, e non fa vedere la fatica dell'allenamento, perché altrimenti rovinerebbe il tuo godimento di lettore. Io voglio essere la trapezista e nulla voglio trasmettere della fatica del mio scrivere"
(Andrea Camilleri).

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