Tatuaggio – Manuel Vásquez Montalbán

La Feltrinelli anche quest’anno ha proposto l’offerta dei due libri a 9,90 euro, inserendo per giunta tanti degli autori che prediligo e altri che mi hanno incuriosita: è stato inevitabile uscire dalla libreria con otto nuovi acquisti. Tra questi Tatuaggio (Tatuaje, 1976) di Manuel Vásquez Montalbán (Barcellona, 1939 – Bangkok, 2003), il primo della serie di romanzi che hanno come protagonista l’investigatore privato Pepe Carvalho.

Nel mare di Barcellona viene ritrovato il cadavere di un giovane uomo biondo, con il viso spappolato e dunque irriconoscibile. Carvalho viene ingaggiato per scoprirne l’identità. L’indizio più utile è un originale tatuaggio sulla schiena: «Sono nato per rivoluzionare l’inferno». Le indagini porteranno Carvalho a seguire diverse piste fino in Olanda e ad incontrare le donne che hanno fatto parte della vita del morto. Tra traffico di droga e prostituzione, la soluzione ultima del caso si rivelerà più semplice e perfino banale.

Fin da questo primo romanzo si delinea la figura dell’investigatore Carvalho con la sua passione per la buona cucina e le belle donne (prima fra tutte Charo, la prostituta che è anche la sua amante) e l’abitudine di accendere il camino dando alle fiamme uno dei libri della sua ricca biblioteca; giovane uomo vicino ai quarant’anni, oppositore del regime franchista e poi impiegato della CIA, è già disilluso e cinico: conserva però una distaccata ma dolente umanità.

La vicenda poliziesca viene narrata con abilità e sicurezza, anche se lo stile è eccessivamente ridondante di similitudini non tutte azzeccate che a volte diluiscono inutilmente il contenuto. Ma fin da questa prima indagine del protagonista appare chiaro che non siamo davanti ad una semplice trama “gialla”, perché la storia dell’indagine si intreccia con vicende e questioni politiche e sociali, come sarà anche nei romanzi successivi.

E lo sguardo straniato del protagonista, fin da questa prima prova, ci conduce nei meandri di una depravazione e di una corruzione che investono i singoli individui come istituzioni e organizzazioni, al punto che è quasi impossibile incontrare una persona limpida e onesta. Un ritratto impietoso ma necessario di una contemporaneità che non è solo spagnola e che effettivamente è in decadenza e forse già in putrefazione.