Su il sipario! #1 – La suocera, Terenzio

Ho comprato questo libro durante una delle mie tante missioni esplorative in libreria post-ufficio. Volevo leggere di teatro – argomento che ho quasi del tutto abbandonato una volta finita l’università – e ho preso questo principalmente perchè è stato tradotto dal latino proprio da una mia ex professoressa, che mi aveva dato del filo da torcere al suo esame ma che ricordo con grande simpatia. Ero piuttosto giù di morale, sentivo il bisogno di qualcosa che mi riportasse ai vecchi tempi, più incerti ma anche più spensierati. Diciamo che si è trattato di una vera e propria “madeleine” letteraria, questa volta.

Ho studiato tanto teatro all’università, ho letto moltissimi testi e opere, alcune bellissime, altre solo strane. Non so perchè poi ho smesso di leggerne, ma ho notato che è così per quasi tutti: difficilmente si sceglie un testo teatrale come lettura per il tempo libero. Come mai? Non so dare una risposta precisa. Ce ne sono di bellissimi, molto più avvincenti e appassionanti di tanti romanzi. Via di mezzo tra prosa e poesia, sono più essenziali, meno verbosi, più dinamici e dritti al punto – restano però, per la maggior parte delle persone, una lettura riservata al contesto scolastico e di studio, piuttosto che un piacere personale. Ma questo – e lo dico a me stessa per prima – è un vero peccato.

La suocera di Terenzio è stato il perfetto ritorno a questo genere letterario. Questa commedia ascrivibile al genere “degli equivoci”, scritta nel 165 avanti Cristo (!), mi ha fatto ridere e riflettere più della maggior parte degli spettacoli comici odierni che si vedono in televisione, o dei libri scritti da questi stessi comici. Tutto il testo ruota intorno a una nascita apparentemente illegittima, che si rivela poi essere molto più legittima di quanto tutti credano – non prima di aver smascherato tutto il teatrino di ipocrisie e piccole infamie che ruota intorno alla vita familiare e sociale.

È incredibile come le parole di Terenzio siano ancora attuali e quotidiane. L’ipocrisia è insita nella storia dell’uomo sin dal suo inizio, così come la voglia di scappare di fronte alle responsabilità, la paura di perdere l’onore agli occhi degli altri, di essere additato e deriso perchè si vive una situazione fuori dall’ordinario. Ci sono frasi e intere pagine che fanno ridere di vero cuore, ma si tratta sempre di un riso sottilmente amaro, poichè nei personaggi terenziani riconosciamo vizi e virtù ancora applicabili al nostro vicino di casa, ai nostri amici e anche a noi stessi. Chissà se lo sapevano, a quei tempi, che da questo punto di vista le cose non sarebbero cambiate quasi per niente. Ci siamo evoluti enormemente su moltissimi fronti, abbiamo raggiunto risultati che agli occhi dei nostri antenati sembrerebbero pura magia, ma è divertente – e in un certo strano modo quasi confortante – vedere come la natura umana e fragile dell’uomo rimanga, nonostante le scoperte e i secoli, sempre la stessa.