Storia di Irene – Erri Deluca

Irene è una creatura speciale, orfana, salvata in mare dai delfini, e che nuota come un delfino, quasi una figura mitologica. È stata maltrattata dagli uomini e accolta dagli animali, nella loro infinità bontà e saggezza, che viene dall’ istinto. Il libro inizia così in quest’atmosfera fatata di un’isola del mar Egeo.

Irene porta una creatura in grembo, serba un segreto e lo racconta all’ autore, pronto a ricevere storie e raccontarle.

Infatti questo libro non è solo la storia di una creatura a metà fra terra e mare, è la storia di un Uomo, uno scrittore che prende storie e le racconta al mondo, è una storia di storie e del rapporto con la natura, così amica così accogliente come il grembo materno, contrapposta alla brutalità e alla cattiveria umana

Ma definirlo una storia è riduttivo, è innanzi tutto una poesia in prosa. Inutile tentare di leggerlo soffermandosi sulla trama e sul filo conduttore, si perderebbe la poesia della scrittura di Erri DeLuca, si perderebbero delle riflessioni interessanti sulla natura umana, sulla giustizia, e sul rapporto dell’uomo con la natura, più appagante di quello con gli altri esseri umani, e suggestive descrizioni di paesaggi.

Inoltre in appendice ci sono altre due storie, “Il cielo in una stalla” ove lo scrittore racconta le vicende di suo padre, rifugiatosi, con altre persone, dopo lo sbarco alleato, in un casolare a cielo aperto, e la successiva fuga a Capri. Anche qui si affronta la tematica del rapporto con gli altri uomini e con la natura e colpiscono le descrizioni dei paesaggi.

In “Una cosa molto stupida” protagonista è un vecchio napoletano, un peso download (7)per la famiglia, già in precarie condizioni economiche, che non si fa scrupolo di farglielo notare. Una riflessione amara sulla vecchiaia. Senza rivelare il finale la conclusione è sempre che il rapporto con la natura dà molte più soddisfazioni di quello con le persone.

Non posso che concordare con il pensiero dell’autore che è il messaggio di tutto il libro, dalla storia di Irene alle altre due storie.

Mi sono ricordato di una benedizione che mi diceva un’anziana donna di servizio, quando ero ragazzino a Napoli: “‘O Signore t’ha da fa’ diventa’ ricco comm’o mare” Ricco è il mare che contiene l’oro del mondo e anche quello dei pirati.