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Soli e perduti – Eshkol Nevo

Israele. A seguito di una donazione, l’assistente del sindaco viene incaricato della costruzione di un edificio rituale prima della visita del benefattore, ma dove costruirlo?
Sembra che l’unico spazio a disposizione si trovi all’interno di un quartiere soprannominato “Siberia”, abitato da anziani provenienti dalla Russia che non parlano una parola di ebraico.
Attorno alla costruzione di questo edificio ruotano le solitudini dei vari protagonisti: un sindaco concentrato sull’attività amministrativa per dimenticare le delusioni della vita privata, un costruttore arabo chiamato con un nome ebraico e appassionato di bird watching, un uomo che cerca di scordare un amore del passato, una donna dallo spirito inquieto, una comunità di anziani che fatica a integrarsi.
Tra citazioni della Torah e pessimi consigli su come conquistare un’adolescente, in un romanzo che comincia come una commedia del ridicolo e prosegue in maniera più profonda, l’autore de La simmetria dei desideri e Tre piani tratta ancora i valori e le inquietudini del popolo ebraico contemporaneo con uno stile piacevole, introspettivo ma più asciutto di Grossman.

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Recensione di
Antonio Soncina

Odio i best seller, soprattutto se di sfumature rosa, gialle o grigie. Ai classici preferisco storie contemporanee. Posso sopravvivere senza il rinomato "odore della carta" ma non con il Kindle scarico.

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