Soffocare – Chuck Palahniuk

Questo romanzo narra la storia di Victor Mancini, un sessodipendente che ha escogitato un modo decisamente singolare per guadagnare i soldi necessari a pagare la casa di cura di sua madre: ogni sera sceglie una manciata di ristoranti, fa finta di farsi andare un boccone di traverso e aspetta di essere salvato dall’eroe della serata, che grazie a questo episodio si legherà a lui e finirà per inviargli denaro per gli anni successivi.

Soffocando, diventi una leggenda sul loro conto che queste persone alimenteranno e ripeteranno fino alla fine dei loro giorni. Crederanno di averti dato la vita. Potresti addirittura essere la buona azione di una vita, il ricordo che in punto di morte giustifica un’intera esistenza.

In realtà questo aspetto funge semplicemente da sfondo ad uno spaccato di vita che definirei ruvido, grottesco, esilarante, blasfemo e duro allo stesso tempo; serve a tratteggiare in modo preliminare il carattere di Victor, a mettere in chiaro che accanto al suo lato “oscuro” c’è anche una discreta dose di bontà d’animo (ma non diteglielo, potrebbe offendersi…). Il tema principale è la dipendenza, in particolare la dipendenza dal sesso. L’argomento non è trattato però in maniera superficiale, ma anzi molto particolareggiata, con una componente psicologica ed emotiva che personalmente mi ha tenuto incollato alle pagine del libro, nonostante alcune scene descritte siano abbastanza forti. Parallelamente a questo scorrono i concetti di eroe e anti-eroe, salvatore (anche nella sua accezione religiosa), buono e cattivo, in continuo mutamento, come una sorta di gelatina che col procedere del libro cambia forma, sembra fare un passo avanti per poi tornare a vestire altri panni. Questo turbinio l’ho sentito molto presente nel romanzo ed è riconducibile al senso di instabilità e disturbo proprio delle persone affette da una qualsiasi dipendenza.

La storia è ben congeniata, ricca di spunti interessanti – e.g. il lavoro di Victor come figurante nella ricostruzione di un villaggio del diciottesimo secolo, la sua ossessione per le malattie gravi, le vicende legate alla casa di cura della madre – e presenta anche diversi colpi di scena che non mancheranno di stupire e appassionare ulteriormente. Il personaggio di Denny è incredibilmente interessante e ben caratterizzato: un po’ imbranato, dal cuore tutto sommato nobile, cercando di disintossicarsi da una dipendenza si ritrova immerso fino al collo in un’altra. Le scene di sesso nudo e crudo non sono mai fini a sé stesse, ma hanno sempre un preciso scopo, sia esso narrativo o coadiuvante nel delineare la componente psicologica dei protagonisti.
In questo libro Palahniuk è parecchio crudo, a tratti volgare. In genere questo tipo di narrazione non mi fa impazzire, perché la reputo un modo per mascherare una pochezza di idee e argomentazioni, ma non è decisamente questo il caso. Credo però che possa dare fastidio a parecchie persone, sebbene in questo contesto sia piuttosto azzeccata e funzionale.
Finale leggermente sotto tono rispetto al resto del libro, mi aspettavo una conclusione più brillante.

Dopo aver letto Soffocare è probabile che guarderete con occhi leggermente diversi quella categoria di persone che la scienza definisce come “malati” ma che la società, troppo spesso, ci spinge a disprezzare ed evitare, da cui ci intima di diffidare. Forse è solo gente che ha bisogno di aiuto.

Finché non trovi qualcosa per cui lottare ti accontenti di qualcosa contro cui lottare.