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Sms, Storie Mostruosamente Sbagliate – Federica Bosco

«Federica Bosco, 43 anni, è la versione femminile di Federico Moccia»: è stata la frase che continuavo a pensare durante la lettura delle prime pagine di Sms – Storie Mostruosamente Sbagliate (non me ne voglia lei, o Moccia, o entrambi insomma).

La protagonista è Bri (diminutivo di Brigitta nonostante i suoi 34 anni): impiegata da dieci anni presso un studio commercialista, un gatto a carico (che lascia scappare senza preoccuparsi minimamente delle sue sorti), due amiche con caratteri stereotipati al massimo e una “relazione” con un uomo sposato (no, non vi preoccupate, anche in questo caso i cliché ci sono tutti più uno!).
Le amiche provano a dissuaderla (a colpi di battute e citazioni pescate dal mondo adolescenziale più www.inmondadori.itestremo) ma lei, invasa dalla sindrome della crocerossina, persiste nella convinzione che prima o poi lui, Luca, lascerà la moglie e tutto finirà a zucchero filato e cuoricini!
Purtroppo ma abbastanza palesemente, la situazione precipiterà in quel burrone di ovvietà di cui abbiamo già capito l’esistenza dalle prime pagine del libro.

Forse c’è un target ben preciso per questi romanzi, un target di lettori (probabilmente di sole lettrici) che possono leggere queste pagine senza imbarazzo e io probabilmente ne sono fuori da un po’ anche se…. con una protagonista di 34 anni pensavo che l’ago della maturità si fosse spostato verso una fascia più adulta di pubblico.

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Recensione di
Sara D'Ellena

«La mia intenzione è raccontare una storia: in primo luogo perché la storia viene da me e vuol essere raccontata.» Philip Pullman.
Raccontare storie e costruire librerie (immaginarie ovvio!) è la mia passione e la mia unica missione.

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1 commento
  • Lessi il suo primo romanzo anni fa e ne rimasi entusiasta. Del secondo ho letto le prime 20 pagine e lì mi son fermata. Stesso copione e, in più, tanta noia.
    Mi sembra di capire che anche stavolta non ha fatto grossi passi in avanti

Recensione di Sara D'Ellena

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