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Sindrome da Cuore in Sospeso – Alessia Gazzola

Ritorno dopo un bel po’ di tempo di inattività (legato sia alla mia vita personale, sia alla mancanza di “fondi” che mi ha portata a ri-leggere sempre gli stessi libri, più che a comprarne di nuovi) per raccontarvi uno degli ultimi romanzi che ho letto, che mi ha fatto cambiare un po’ idea nei confronti del genere poliziesco (seppur sui generis, come questo).

L’occasione è quella di parlarvi di un romanzo, ma la realtà è che vorrei aprirvi la strada verso una “mini serie”. Questo infatti è il primo di tre romanzi di questa giovane scrittrice che sembra aver imboccato la via giusta; quanto a me, come dicevo, è riuscita a farmi apprezzare dei polizieschi! alle mie orecchie suona quasi incredibile, credetemi.

In questa serie (che, dopo Sindrome da Cuore in Sospeso, conta L’Allieva e Un Segreto Sindrome-da-cuore-in-sospeso-di-Alessia-Gazzola_main_image_objectNon è Per Sempre) la protagonista è Alice, una ragazza distratta, un po’ goffa, tremendamente emotiva, che frequenta oziosamente la facoltà di medicina ma non sa bene che cosa fare nella vita…finché  un giorno “alla porta accanto” non viene commesso un efferato delitto…
Il brutto (e il bello) è che questa vicenda la tocca da vicino: e sempre più da vicino, man mano che le indagini vanno avanti. Perché in effetti Alice capisce che la sua strada è quella: capire, indagare, e forse un giorno specializzarsi in medicina legale. Ma sembra facile! invece è tutto l’opposto…
Dovrà infatti vedersela con un mondo tutto nuovo, e per niente paziente con il suo modo di fare buffo e un po’ infantile. Ci saranno capi da affrontare, resistenze e scoraggiamenti da superare, colleghe e coinquiline in mezzo a cui destreggiarsi…e in tutto questo, naturalmente, c’è un omicidio da risolvere.

Poliziesco, romantico: questo primo romanzo unisce entrambi gli stili con in più un tocco di commedia. Le vicissitudini sentimentali, lavorative e familiari di Alice sono narrate con semplicità, sullo sfondo di Roma e dei suoi commissariati, obitori, università. Lo stile è tranquillo con piccoli colpi di scena, il testo scorre bene e il finale non è scontato.
Questo primo romanzo è piacevole, ma gli altri due crescono in complessità pur senza arrivare a quella profondità un po’ contorta e (per me) pesante dei romanzi polizieschi in generale.

Enjoy! 

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Recensione di
Silvia Righetti

"Tutto quello che vedo mi ricorda qualcosa che ho letto in un libro... ma non dovrebbe essere il contrario? " (cit.); sono una grafomane, oltretutto, quindi dove altro pensavate di potermi trovare?

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2 commenti
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