Simmetrie amorose – Jeanette Winterson

Se t’interessa sapere come funziona un matrimonio con amante, chiedilo a un triangolo. Nella geometria euclidea la soma degli angoli interni a un triangolo è 180 gradi e le linee parallele non si incontrano mai. Ognuno sa come stanno le cose, e le donne sono tenute in continua tensione, lontane una dall’altra. La forma è insidiosa, potremmo intenderla come una nuova geometria della vita di famiglia.
Sfortunatamente i teoremi di Euclide funzionano solo in uno spazio diritto. In uno spazio curvo, gli angoli si sovraddizionano e le linee parallele s’incontrano sempre.
Sua moglie e la sua amante si incontrarono.

Il titolo originale di Simmetrie amorose era molto più significativamente Gut symmetries, dove  001homegut sta letteralmente per viscerale, $(KGrHqJHJCgE9shUondIBPj!f4qtGg~~60_35istintivo ma è anche l’acronimo di Grand Unified Theory, la teoria di unificazione delle forze fondamentali che sembra essere il grande spettro dei fisici moderni.
Jove, un importante fisico, Alice, la sua collega e Stella, sua moglie.

La storia è caratterizzata da una serie di analogie matematiche, in particolare con la geometria non-euclidea, per suggerire al tempo stesso l’innaturalezza ma anche l’inevitabilità delle situazioni che si verificano tra i personaggi: così procede la storia di Alice, una giovane studentessa di fisica, che diviene sia amante di Jove, sia, separatamente, di sua moglie Stella.
I nostri occhi incroceranno quelli dei tre personaggi su un transatlantico diretto a New York.
Le loro voci si intersecheranno mostrando, a poco a poco, un enigmatico intreccio amoroso che diviene paradigma della fragilità dell’amore.

Mi sono avvicinata per la prima volta alla Winterson con “Powerbook” ed ero rimasta affascinata non tanto dalla storia, quanto dal suo stile narrativo e dalle sue scelte stilistiche.
“Simmetrie amorose” è un libro che ti rapisce, le cui parole ti riecheggiano dentro a lungo. Uno di quei libri che ti obbliga a sondare sotto la pelle delle idee e delle concezioni che hai sull’amore, scavare. E ti costringe ad affrontare una grande verità: non sempre ciò che vedrai ti piacerà!
L’ho letto piano piano: molte volte ho dovuto semplicemente osservarlo appoggiato sul mio comodino, chiuso. Ma il viaggio che mi ha fatto intraprendere non finiva tra quelle pagine. Andava oltre.
E quindi sì, lo consiglio. Perché c’è tanto bisogno di scrittori che svelino nuovi punti di vista sul mondo, aprano finestre là dove credevamo ci fosse una parete.
Quindi, armatevi di tempo e voglia di scandagliare i vecchi punti di vista sui sentimenti e…ci vediamo a bordo.