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Schitarrate! – Autori vari

Ancora una volta, MalEdizioni colpisce nel segno. Non solo ha inventato questa collana, i Batteri, libricini di 100 pagine o poco più in formato ipertascabile, che contengono vari racconti, da leggere ovunque; ma ha anche azzeccato alla grande il tema, per la seconda volta –della prima avevamo già parlato qui.

Schitarrate è il prodotto di un incontro –che potremmo anche chiamare jam session, why not?- tra letteratura (leggera) e musica. Ogni racconto è lungo quanto la traccia musicale di un cd, si legge in 5/6 minuti al massimo, e ti fa ridere o stare in ansia fino alla fine. Gli autori non sono scrittori professionisti, ma più che altro musicisti dilettanti, che si improvvisano parolieri per gli editori di MalEdizioni.

Be’, il risultato è fighissimo. Ognuno di loro è appassionato a un certo tipo di musica: chi rock, chi punk, chi jazz/swing, e trasporta questa passione tra le pagine del proprio racconto.
Eccovi un assaggio: incontriamo i Beatles in “Corri, John!”, ci imbattiamo in iridi musicali in “Il colore giallo”, aiutiamo un marito a “tradire” la moglie nello splendido “Snow blues”,  ci ritroviamo ad annuire alle pagine leggendo “Cuffie” e sorridiamo a tutti denti alla fine di “Due possibilità”, che ci fa trovare empaticamente d’accordo con lo sfortunato protagonista.

Leggendo questa raccolta vi troverete coinvolti nelle ottime narrazioni –trovandovi addirittura presi dal flusso di coscienza del secondo racconto: non so a voi, ma a me non capita mai, dato che i flussi di coscienza li odio-, raccoglierete consigli su come/quando/con chi andare ai concerti delle vostre band preferite, e forse non apprezzerete uno, al massimo due racconti (l’unico per esempio che non m’è piaciuto è stato “Borgoseattle”).

Ho letto qualche parere su Anobii prima di finire il libricino, e in uno di questi ci si lamenta del fatto che gli autori sono giovani e inesperti: vorrei sindacare, dal baratro della mia anima rock, che il giovanile è il nuovo vecchio! Gli scrittori sono prima di tutto amanti della musica, alcuni musicisti, altri dilettanti, ma non per questo il lavoro che è uscito fuori da questa bizzarra collaborazione è da mal giudicare, anzi. Dovremmo forse lasciare (ancora una volta) spazio ai vecchi ammuffiti e barbosi, mentre noi, nuova generazione facciamo la muffa?

Apprezzate lo sforzo di questi (quasi tutti) giovani autori, e riconosciamone la genialità: una chicca per tutti gli appassionati di musica, ma soprattutto di chitarre!

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