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Ritratto del Lettore Immaginario#1 – Cantagallo

Inauguriamo il primo Ritratto del Lettore Immaginario con il vincitore della seconda puntata dei racconti in dieci parole, Cantagallo!

Risponde al vero nome di Alessandro, ventitreenne felice di esserlo: non vorrebbe avere nessun’altra età, se non quella. Vive a Nepi, aspirando alla grande Londra. Prende coscienza del primo libro letto intorno ai dodici anni, con Le avventure di Tom Sawyer, e rileggerebbe senza mai stancarsi Febbre a 90°, di Nick Hornby. Personaggio estremamente cristallino, il nostro vincitore non si vergogna di nulla, men che mai di un libro letto in vita sua. «Posso dire di aver letto Federico Moccia a 14 anni, era il fenomeno del momento, mi incuriosiva, non la vedo come una vergogna…», confessa il lettore candidamente. Abbiamo di fronte a noi un saggista onnivoro, affamato di notizie, che non disdegna argomenti d’attualità o di politica, ma nemmeno la storia o le cronache dei grandi delitti. Lettore di saggi, biografie («Prevalentemente di sportivi e personaggi del cinema. L’ultimo è stato Verdone.») e argomenti storici, non ama molto la narrativa. Quando vi si immerge, però, lo fa fino in fondo: immagina i personaggi in tutto e per tutto, «credo sia impossibile non farlo. Ma anche quando si legge un’autobiografia… Impossibile non immaginare ambienti e personaggi di contorno.» La nostra chiacchierata continua su questa linea, e alla mia domanda «Svelaci il personaggio con cui vorresti scambiarti di posto per un giorno?», risponde: «Se potessi essere qualcuno, mi piacerebbe essere Odisseo: una vita in divenire è sempre affascinante» . Continua, dicendo:  «Mi sarebbe piaciuto andare in india con Pasolini e Moravia (rispettivamente L’odore dell’India, Un’idea dell’India, ndr): il loro viaggio, visto con due paia di occhi differenti e soprattutto con due modi di pensare agli antipodi mi ha divertito molto. E poi un giro nell’Inferno dantesco chi non vorrebbe farlo?!»; e conclude l’excursus sui personaggi così: «Alla fine della mia vita spero di aver inventato bene il mio».

Gli piace acquistare i suoi libri nelle Librerie Arion, ma non bada all’edizione scelta, né tanto all’editore o alla copertina. È il titolo che deve colpire, quanto l’argomento. Ci racconta che «ultimamente ho acquistato per mio padre 101 storie di mafia che non ti hanno mai raccontato: in tal caso è “che non ti hanno mai raccontato” che mi ha conquistato. Diciamo che il titolo gioca il suo ruolo! »

Al momento è preso dalla storia di Black Jesus, di Federico Buffa. Di fronte alla mia ignoranza in materia, risponde poeticamente: «Parliamo di storie di basket e di vita…». Aprendo il primo libro che si ritrova vicino, casualmente, proprio Black Jesus, ci scodella questa citazione, che, come dice lui, è «sorprendente per un libro che dovrebbe parlare di energumeni sopra i due metri… »: “l’amore è dolce, ma è meglio accompagnarlo con il pane.”

Alla domanda «Ti piace scrivere?», posso vedere gli occhi sgranati dalla gioia, nonostante la nostra conversazione sia avvenuta sulla chat di Skype! «Sono sempre stato felice il giorno prima del compito in classe di italiano… Se c’è da scrivere due righe non mi tiro indietro. Di solito ci vuole un motivo che mi spinga a  farlo, forse con le storie sulla Libreria Immaginaria è la prima volta che lo faccio solamente per dilettarmi.»

Il libro che ci consiglia di leggere è Ritorno ad Haifa, di Ghassan Kanafani. «Credo sia l’altra metà della mela», commenta. «È un libro che andrebbe letto semplicemente per addentrarsi nel punto di vista di quello che la nostra cultura e la nostra religione etichettano spesso come il “nemico”. Poche pagine, ma molto significative.»

 Alla fine della chiacchierata, raggiungiamo l’argomento cult: il racconto vincitore, fosse stato per lui, sarebbe stato quello di Giulietta, “Inchiostro e carta, e dava sfogo alla sua essenza”: la sua semplicità l’ha conquistato!

Il suo racconto in dieci parole è stato ispirato da «ricordi. Il ricordo di quando si faceva un po’ più tardi con gli amici, per andare a scrivere sui muri. Ci sentivamo padroni del quartiere… Poi il tempo passa, le tag non ci sono più, spesso sostituite da altre… E ci si allontana dalla propria gioventù. »

Personalità variegata, come il gusto di un gelato della gelateria “Fata Morgana” di Roma: un mix di concretezza, con un paio di manciate di romanticismo, il tutto condito con uno spirito sportivo, che fa mostra di sé addirittura nelle partite a Monopoli!

Per essere il prossimo protagonista del Ritratto del Lettore Immaginario, continua a sintonizzarti qui sopra, ogni martedì, per scoprire la nuova sfida!

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