Rasputin – Massimo Grillandi

Se c’è un personaggio che ancora, dopo secoli e con una connotazione fortemente nazionale, riesce a stuzzicare l’immaginario comune, beh, quella persona è Rasputin.

Grigorij Efimovič Rasputin, figura avvolta dal mistero, uomo di punta nel consiglio della famiglia reale dello Zar. Su di lui le leggende si moltiplicano senza freno e spesso corrispondono fedelmente alla realtà.rasputin

Amato, temuto, portato in auge da forze talmente prorompenti da spaventare il prossimo e far girare la testa allo stesso Rasputin.

Ma chi è l’uomo dietro il mito, quali le sue motivazioni e quanto c’è di vero nella sua mirabolante parabola?

Massimo Grillandi cerca di ricostruire la vita dello Starec partendo dalla spettacolare teatralità della sua morte: il principio è il pasticcino mortale (seguito da altri pasticcini mortali e da un vino anch’esso avvelenato ad innaffare il tutto) che l’uomo più potente di Russia ingerisce in un contesto creato ad hoc dai cospiratori.

Poi c’è un salto temporale, al suo villaggio natale, dove il giovane Rasputin muove i primi passi, testa il suo sguardo magnetico che lo contraddistinguerà e comincia a prendere confidenza con la capacità di suggestionare gli uomini e affascinare le donne.

Il ritratto di Rasputin, così come è presentato da Grillardi, presenta tutti gli aspetti mistici attribuiti allo stregone demoniaco e tutte le spiegazioni ponderate che lo ridimensionano come uomo – caparbio, dalla grande presenza, misterioso, seduttivo, magnetico, sfrontato, ma pur sempre uomo.

Rasputin è stato uomo dei suoi tempi; in una Russia ancora influenzata dalla superstizione, ha saputo sfruttare le sue capacità innate e formarsi culturalmente per giocare tutte le carte a sua disposizione sul grande tavolo da gioco che è stata la credulità della nazione.

L’incredibile vita dell’uomo della provvidenza viene quindi ridimensionata e ordinata sotto una luce più obiettiva.

Il successo di Rasputin con le donne hanno un sapore diverso quando comprendiamo il culto del corpo che inculcava ai seguaci.

I poteri attribuiti sono spazzati via dalle nostre odierne conoscenze mediche e dalle spiegazioni scientifiche dei suoi “miracoli”.

Tolto a Rasputin il manto di mistero, l’aura mistica/stregonesca, la forza sovraumana e la resistenza spaventosa rimane un uomo dalla forte determinazione e  dalla monumentale ambizione.

L’ultima notte della sua vita non furono le pallottole, il cianuro, i pestaggi o l’affogamento a ucciderlo ma il venir meno della poderosa presa sulla vita.

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