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Qualcuno con cui correre – David Grossman

David Grossman (Gerusalemme, 1954) è uno scrittore estremamente versatile, capace di rivolgersi al pubblico infantile (come, ad esempio, con i racconti di Itamar), a quello giovane (come nel caso di Ci sono bambini a zigzag) e a quello adulto (Che tu sia per me il coltello è un capolavoro di scandaglio delle emozioni). Il romanzo Qualcuno con cui correre (מישהו לרוץ איתו), pubblicato nel 2000, è una ulteriore conferma di questa abilità.

Assaf è un ragazzo di 16 anni, robusto nel fisico ma piuttosto timido e impacciato, riflessivo e sognatore nell’animo. Tamar è una sua coetanea, piccola di statura, capace di grande forza d’animo e generosità, che la sua spiccata sensibilità ha reso però anche molto dura. Una cagna di nome Dinka e una suora stravagante, quasi strumenti del destino, fanno sì che i due si conoscano durante una calda e drammatica estate a Gerusalemme. Nonostante le origini differenti e i diversi caratteri, i due scopriranno, grazie anche ad altri amici preziosi, delle affinità profonde, una sorta di magia che li attrae l’uno verso l’altra.

Il romanzo è piuttosto coinvolgente dal punto di vista emotivo e anche il lettore adulto può finire col partecipare intensamente alle storie dei due giovani protagonisti. Anche il lettore smaliziato può essere commosso dall’energia indomabile della giovinezza di Assaf e di Tamar, che consente loro di raggiungere anche l’obiettivo più folle e insperato, a patto di crederci con tutte le proprie forze. È difficile, arrivati all’ultima pagina, non avvertire la nostalgia delle emozioni che il libro sa suscitare.

Grossman si rivela ancora una volta capace di delineare interessanti caratteri border-line e di costruire trame non sempre realistiche che però esercitano forte suggestione nel lettore. In questo caso, in particolare, lo scrittore offre agli adolescenti la possibilità di immedesimarsi in due ragazzi di grande sensibilità e per questo spesso incompresi, come non di rado accade ai giovani. Regala inoltre un’avventura rocambolesca e un lieto fine romantico, accompagnati da un senso magico di predestinazione, in sintonia con i sogni di molti adolescenti.
Al lettore adulto, d’altra parte, viene data l’opportunità di reimmergersi nei propri anni giovanili e di fare un utile bilancio. La passione, l’idealismo, insieme anche all’ingenuità e all’incoscienza, sono tipici anzitutto dei giovani, su cui l’ “esperienza” non ha ancora steso il velo della saggezza e spesso della disillusione.

Gli anni giovanili andrebbero davvero vissuti con tutto l’entusiasmo e l’intensità di cui gli adolescenti sono capaci, eppure sembra che oggi siano proprio le ultime generazioni le più disincantate e razionali.
La storia di Assaf e Tamar potrebbe spingere i nostri ragazzi a riflettere sui loro sogni e ad uscire dal guscio per cercare di viverne qualcuno concretamente.
Gli adulti, dal canto loro, potrebbero imparare a conservare, nonostante tutta la sapienza e l’eventuale disinganno, un barlume di quell’energia, senza la quale la vita diventa davvero soltanto un grigio succedersi di eventi e personaggi senza anima.

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Recensione di
D. S.

Sono una lettrice vorace, una cinefila entusiasta e un'insegnante appassionata del suo lavoro; e non so concepire le tre cose disgiunte l'una dall'altra.

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4 commenti
  • Sto leggendo “Vedi alla voce amore” e ci sto mettendo un bel po’… vuoi perché lo sto leggendo in contemporanea ad altre cose, vuoi perché nella prima parte del romanzo il suo modo di scrivere rimane un po’ ostico per chi come me, ama le narrazioni piene di dialoghi.
    Vedremo come prosegue! :)

    • Non l’ho letto e quindi non posso pronunciarmi. “Qualcuno con cui correre”, “Ci sono bambini a zigzag” e il capolavoro “Che tu sia per me il coltello” si leggono quasi rapiti; d’altra parte “Col corpo capisco” non sono riuscita a finirlo perché l’ho trovato pesante ed eccessivamente morboso. Allora aspettiamo la tua recensione di “Vedi alla voce amore”! :)

  • Libro amatissimo e che mi ha fatto conoscere il Grossman scrittore.
    Non mi dispiace affatto la sua prosa.
    Anche la storia mi sembra bella dinamica e con un discreto ritmo.
    Bella recensione.

    • Grazie per il tuo apprezzamento. Io a suo tempo sono rimasta folgorata da “Che tu sia per me il coltello”: è un libro che mi è rimasto dentro davvero come una lama. Tanto che non riesco neppure a recensirlo…l

Recensione di D. S.

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