Purity – Jonathan Franzen

Da un call center a una comune in Sudamerica, Purity ha vari problemi: il suo enorme debito universitario, una madre psicotica, un padre sconosciuto, un rapporto disastroso con il sesso. Incontrerà Andreas Wolf – alter ego di Assange – e una redazione giornalistica interessata a rapporti sessuali consumati a cavalcioni di testate nucleari.

Molti i riferimenti alla cultura contemporanea: il citato wikileaks, Internet, i social – definiti più o meno come una gara di popolarità liceale. C’è anche un’incursione sulla unificazione tedesca.

Come ci si aspetta, vengono tratteggiate le relazioni tra partner e tra familiari, dando voce a indecisioni, ansie e nevrosi nei rapporti a breve o lungo termine.

Doveroso il confronto con i precedenti lavori dell’autore. Il romanzo tratteggia vari personaggi come nel celebre Le correzioni ma qui non si tratta di storie isolate: Franzen realizza parecchi intrecci rendendo la storia interessante al di là di caratterizzazioni e stile: quest’ultimo è sempre misurato, preciso, rapisce per descrizioni mai banali, da vero maestro.