Prenditi cura di me – Francesco Recami

Marta e Stefano, madre e figlio.

Lei, alla morte del marito, ha ereditato il patrimonio della famiglia e lo tiene da parte per un giorno che sembra non arrivare mai, o così pensa Stefano, che per tentare di guadagnarsi da vivere è costretto a girare Firenze e dintorni con il suo furgoncino per consegnare casse di vino, tra automobilisti indisciplinati e clienti che creano mille difficoltà. Tenta, perché i debiti già accumulati, con relativi interessi, rosicchiano le pur magre entrate mensili.

Messa così, sembra che Marta sia una di quelle megere che si tengono tutto stretto per abitudine più che per un vero prenditi-cura-di-mescopo. Fa bene quindi il figlio a starne alla larga, per evitare di farsi il sangue amaro dopo ogni richiesta di una delega sul conto corrente.

D’altro canto, Stefano si ritrova in questa situazione grazie anche a un paio di investimenti intrapresi con grande entusiasmo ma falliti in poco tempo, per non parlare delle serate passate nei pub, con vari giri di birra tra lui e i suoi amici. Le spese per la moto e un matrimonio fallito in breve tempo completano l’immagine di un giovane inconcludente ma che nonostante questo vorrebbe aprire l’ennesimo locale, convinto di evitare gli errori del passato.

Insomma, chi ha ragione?

Nel frattempo, Marta viene ricoverata per un ictus che costringerà i due familiari a riavvicinarsi, acutizzando i motivi di scontro.

Come finirà? Non è molto importante. Prenditi cura di me, nonostante il titolo dal tono morbido, è una storia di scontri: con i parenti, la città, le donne, le indecisioni e i soldi, sia quando mancano sia quando non si sa che farne. Panoramica sugli estremi della civiltà: sogni di arricchimento e difficoltà quotidiane.