Pippi calzelunghe – Astrid Lindgren

“Piccole e belle Cunegunde, non voglio mai diventare grUnde!”
 
E chi vorrebbe crescere, dopo aver letto questo bellissimo romanzo per l’infanzia e sognato di vivere la stessa vita di Pippi? La risposta sembra essere scontata.
 
Pippi Calzelunghe è uno dei libri che, da bambina e non solo, ho letto e riletto innumerevoli volte. Io adoro rileggere i libri che ho amato, poiché mi sembra di scoprire ogni volta qualcosa di nuovo, particolari che sino a quel momento mi erano sfuggiti. E questo romanzo è pieno di sorprese che, come fuochi d’artificio, esplodono di pagina in pagina.
La trama, nota ormai a tutti, è la seguente: Tommy e Annika, fratellini tranquilli e diligenti, un bel dì si imbattono nella loro nuova vicina, una buffa ragazzina con le trecce rosse e le lentiggini, che calza un paio di enormi scarpe da uomo. Il suo nome è Pippi Calzelunghe, e vive da sola in una grande casa – la mitica Villa Villacolle – con l’unica compagnia dell’amato scimmiotto Signor Nilsson e di un cavallo dall’inusuale manto a pois, poiché il padre è pirata nei leggendari mari del Sud. Nasce immediatamente una profonda amicizia, e i tre si ritrovano a vivere avventure straordinarie, ma sempre sullo sfondo del quotidiano,  a riprova che la fantasia dei bambini – e degli adulti capaci di conservare questa parte di sé – ha bisogno di davvero poco per decollare e inventare dal nulla mondi fantastici.

Per me, bambina timida e fin troppo tranquilla, Pippi era un vero e proprio mito. Temeraria, indipendente, piena di idee divertenti e amante dell’avventura: lei era tutto quello che io non ero, e desideravo disperatamente essere. All’epoca, credevo ancora che fosse possibile svegliarsi una mattina e scoprire, come per magia, di essere diventati qualcun altro. Poi, ho lentamente imparato a portare nella mia vita una piccola parte di tutto quello che ho sognato di essere, per diventare finalmente libera di esprimere me stessa. In questo, Pippi mi ha insegnato molto.
 
Inoltre, la vecchia copia che possiedo da quando ero piccola è piena di ditate di marmellata e briciole di biscotti. Decisamente uno dei libri che più ho vissuto, anche in senso fisico.