Pescati in rete #4 – Caput Mundi – Gioacchino Ventura

Un racconto apocalittico all’italiana.
La premessa già di per se è ottima: in uno scenario da World War Z come se la passerebbe il Bel Paese?
Noi italiani abbiamo nel DNA una serie di difetti congeniti che facciamo fatica a modificare, possono questi salvarci da morte certa…e annesso ritorno?
La burocrazia imperante, l’arrivismo, le lotte di potere, ecc, Gioacchino Ventura non omette niente dell’animo gretto dell’italiano medio ma immagina un evoluzione della piaga zombie affrontata proprio da uomini che da questi clichè sono pervasi: i politici.
Caput Mundi è prevalentemente la risposta burocratica all’epidemia Z.caput mundi
Scordatevi morti deambulanti pronti a ghermirvi ad ogni angolo, orde in cerca di carne umana, eviscerazioni raccontate con dovizia di macabri particolari, qui il problema si risolve con leggi ad hoc, forzaturae della costituzione, abili sotterfugi, rapimenti altolocati, mazzette e scelte più o meno discutibili.
In parole povere: all’italiana.
E Paga!
Sulla falsa riga del World War Z di Max Brooks, ampiamente citato e preso a modello operativo, ripercorriamo le fasi dell’azione del Governo all’emergenza zombie.
E’ un susseguirsi gustosissimo di elaborazione delle leggi, conversazioni al limite del grottesco (laddove la fantasia è superata da una più orribile realtà odierna).
Il tutto è immaginato nel 2013, sotto la guida del Governo tecnico di Monti; il terreno fertile da cui far prendere avvio alla vicenda. Dopotutto, quale pretesto migliore della fine del mondo se non la sospensione della Democrazia?
Quando i morti cominciano a camminare sulla terra, la politica deve farsi trovare preparata (e dargli la possibilità di votare!).

p.s. L’apocalisse porta anche delle ottime cose: la riduzione del numero dei parlamentari…probabilmente è l’unico modo per riuscirci.

Scaricatelo qui: http://www.ilovezombie.it/?p=1841