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Omen Exitio: Plague – Tiny Bull Studios

Posso immaginare cosa state per dire: “Ma che ci fa la recensione di un videogioco all’interno di un sito dedicato ai libri?”. In generale avreste perfettamente ragione, ma stavolta l’oggetto della recensione è a tutti gli effetti un’opera letteraria.
Ciò che cambia rispetto alla carta o al lettore di eBook è la modalità di fruizione, che la rende a tutti gli effetti un’esperienza a metà tra il giocare ad un videogioco e il leggere un romanzo appassionante.

Se oggi pronunciassi ad alta voce la parola “librogame” in un bar, o in una libreria, probabilmente scatenerei due possibili reazioni: chi ha meno di 30 anni quasi sicuramente mi guarderebbe con aria interrogativa, agguanterebbe lo smartphone (magari senza farsi vedere) e consulterebbe Wikipedia; gli altri invece chiuderebbero gli occhi e per un momento si troverebbero in mano uno di quei libri dalla copertina inconfondibile. E ripenserebbero alle ore passate a saltare da una pagina all’altra, seguendo il dipanarsi di una storia che stavano costruendo loro stessi durante la lettura e che ogni volta sarebbe stata diversa.

La popolarità dei librogame era incentrata sulla rottura della barriera tra il filo narrativo e il lettore: l’interazione (seppur fortemente limitata, a guardarla oggi) trasformava un’esperienza passiva in qualcosa che si avvicinava molto al concetto di “gioco di ruolo in solitaria”. Molti di questi libri prevedevano l’utilizzo di dadi per aggiungere un ulteriore livello di profondità all’avventura, quello della casualità, e anche la compilazione di una sorta di “scheda del personaggio” che il giocatore/lettore doveva aggiornare durante la lettura.
Al giorno d’oggi i librogame trovano spazio solo nelle librerie dei collezionisti, forse qualche nostalgico ogni tanto ne sfoglia uno, ma per il resto sono morti e sepolti, superati da forme di intrattenimento più evolute, più avvolgenti e che all’epoca era ovviamente impossibile immaginare.

Ma c’è qualcuno che ha pensato di donare nuova linfa vitale al genere, inserendolo in un contesto moderno, con una forte componente narrativa e creando quindi un’esperienza unica, pur con un sapore retrò. Loro sono gli italiani Tiny Bull Studios, una società di sviluppo di videogiochi molto promettente con sede a Torino. Nell’ottobre del 2016 hanno avviato una campagna Kickstarter per finanziare quello che definiscono come un gioco di ruolo narrativo che trae spunto dal vecchio genere dei librogame e ambientato nel mondo della mitologia di Cthulhu di Howard Phillips Lovecraft. La campagna, alla quale sono orgoglioso di aver contribuito, è terminata poco sopra la richiesta minima e dopo un anno di intenso sviluppo, Omen Exitio: Plague è finalmente disponibile su Steam. E ha mantenuto, e nella maggior parte dei casi superato, tutte le promesse del team di sviluppo e le aspettative di chi non vedeva l’ora di metterci le mani sopra.

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Recensione di
Simone Fracassa

Mi chiamo Simone (per gli amici Darsch), faccio lo sviluppatore web, sono appassionato di informatica, cinema, videogiochi e fotografia, e mi dilett(av)o a suonare la batteria. La lettura è un bisogno primario, un po' come respirare. Non esco mai senza il mio Kindle, di cui sono un fanatico dagli albori, e un qualsiasi strumento - generalmente un paio di cuffie e del buon heavy metal - che possa essere utilizzato per isolarmi dal mondo esterno e infilarmi nel mio infundibulo cronosinclastico (grazie Vonnegut, di tutto). Più che leggere mi immergo nella lettura: mi piacciono i dettagli e i particolari, rileggo spesso lo stesso paragrafo più volte se è sufficientemente intenso e in definitiva adoro perdermi tra le volute di immagini e sensazioni scaturite da quelle pagine. Sono convinto che la potenza di un buon libro sia tutta in quel piccolo, impercettibile attimo di smarrimento che si prova chiudendolo e tornando alla realtà.
Sono aperto e disponibile a qualsiasi genere, ma i miei amori indiscussi sono il fantasy (quello vero, massiccio, epico: Jordan, Erikson, Sanderson), la fantascienza d'autore e la saggistica scientifica.
A volte attraverso dei periodi nostalgici e mi dedico alla rilettura dei miei libri preferiti, a discapito di eventuali nuove, meritevoli scoperte. Ma che ci volete fare, la memoria col tempo gioca brutti scherzi e alcune storie meritano di essere rispolverate ciclicamente, perché è giusto che facciano sempre parte della tua vita.

Sito web: www.darsch.it
Twitter: @darsch

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