Nella mente del serial killer – John Douglas

Una delle figure più affascinanti tra i “cacciatori” di criminali seriali è il criminal profiling.
Partendo dalle scene del crimine, dalle interviste ai serial killer catturati e dalla vittimologia (analisi approfondita delle vite private delle vittime, dei loro rapporti umani e dei loro stili di vita) si stila il profilo dell’assassino seriale. E si può catturarlo. In alcuni casi, addirittura, evitare che uccida ancora.John Douglas, agente scelto dell’FBI, è stato il capostipite di questa nuova figura professionale. Lo è stato quando ancora in pochi davano credito a questa professione, e prima che quella del profiler divenisse effettivamente una professione e una figura riconosciuta ufficialmente dalle forze dell’ordine. E per dare credibilità alle sue ipotesi e al suo lavoro, ci ha lavorato tutta la vita.Un giorno bussano alla porta del suo dipartimento di Quantico degli inquirenti provenienti da Wichita, piccolo capoluogo in una contea del Kansas. Gli agenti stanno studiando delle scene del crimine che riportano tutte lo stesso modus operandi (comportamento dell’omicida sulla scena del crimine) e la stessa vittimologia. Per anni hanno lavorato al caso, ma il caso è ostico. Il killer è scaltro. Non lascia traccia.Da quel giorno parte una caccia, un’analisi, una ricerca continua. Caccia durata trentanni.

E, ormai in pensione, Douglas riesce comunque a raggiungere lo scopo della sua vita: catturare BTK alias Dennis Rader, assassino seriale e torturatore. Psicopatico.

Le sue vittime predilette erano famiglie o donne sole che vivevano in una bella casa. nella_mente_del_serial_killerIrrompeva in casa, le attendeva rientrare, le strangolava. Killer organizzato e mente assolutamente deviata.
Trent’anni. Dieci vittime. Eppure – grazie al suo profilo – nel 2005 è stato catturato.

Se riusciamo a saltare a pie’ pari durante la lettura la parte fortemente repubblicana di Douglas e la sua predisposizione alla pena di morte, il libro risulta affascinante, ben scritto e assolutamente interessante. Scorrevole e lineare, a tratti toccante poiché offre uno spaccato sulla vita degli agenti, sulle ripercussioni che il loro lavoro ha sulla vita privata, sull’empatia e sugli affetti. Tra saggio, romanzo, diario (del killer) e intervista. Di certo, il libro più completo sullo strangolatore di Wichita.
All’inizio sa un po’ troppo di “super eroe” il poliziotto che si studia i casi in un cimitero, di notte, permeato dal male di vivere. Lo leggi e quasi dimentichi di avere tra le mani un saggio… ma a parte queste poche cadute di stile, lo consiglio a chiunque voglia approfondire la figura del criminal profiling oltre a quella di uno dei più sfuggenti serial killer che l’America ricordi.