Nel guscio – Ian McEwan

Che libro incredibile è questo!
McEwan si riconferma un maestro nell’arte della scrittura perché solo chi sa plasmare le parole a suo piacimento può utilizzare una trama abusata come quella dell’Amleto creando un romanzo completamente nuovo e probabilmente primo nel suo genere.
Il mio entusiasmo risiede nel fatto che la voce narrante nonché l’unico punto di vista dell’intera narrazione è quello di un feto nel grembo materno (Essere o non essere? Questo è il dilemma…) che è testimone muto e cieco della pianificazione di un infame delitto.
Affidandoci alla volontaria sospensione dell’incredulità della quale noi lettori abusiamo giornalmente, lasciamo che un essere non ancora nato, ci racconti una storia vecchia come il mondo con una voce originale, acuta e, credetemi, davvero invidiabile:

Mi reputo un innocente, ma a quanto pare sono parte di un complotto. Mia madre, che il cielo benedica il suo rumoroso cuore instancabile e pompante, sembra sia coinvolta.

Ed è vero: sua madre, la bellissima e indomita Trudy, sta tramando di uccidere suo padre John – idealista, poeta ed editore quasi fallito – con l’aiuto di Claude suo cognato e amante nonché, a detta del suo quasi nipote, figura insulsa ed arrivista.

A questo punto, ormai completamente capovolto, con le ginocchia schiacciate al petto e senza alcun margine di movimento, non ho soltanto la testa impegnata ma anche tutti i pensieri. Non ho più scelta, un orecchio è premuto giorno e notte contro le pareti irrorate di sangue. Ascolto, prendo appunti mentali, e mi preoccupo. Tra le lenzuola sento discorsi efferati e mi agghiaccia il terrore di quel che mi aspetta, di quel che potrebbe compromettermi

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Ecco che si rende riconoscibile l’omaggio al bardo Shakespeare, eccola la trama abusata dell’Amleto che si palesa già dalle prime pagine ma… fidatevi!
Nonostante la storia sia nota ai più, il dipanarsi dell’intreccio raccontato da una coscienza ancora non venuta alla luce è davvero un’esperienza notevole anche grazie allo stile poetico e al contempo ironico dell’autore magistralmente tradotto da Susanna Basso.

McEwan non perde un colpo e si riconferma un autore imprescindibile per la letteratura moderna.