MitoMania #5 – Piccoli dei (dispettosi) crescono

L’ultimo intervento di Delly su Apollo mi ha fatto tornare alla mente i dispetti del piccolo Hermes ai danni del solare fratello (Apollo, appunto).

Hermes si dimostrò molto precoce: appena nato saltò giù dalla sua culla nella caverna del monte Cillene e arrivò gattonando fino in Tessaglia, dove Apollo custodiva le mandrie del re Admeto. Apollo si era distratto preso da uno dei suoi tanti amori e Hermes ne approfittò per portargli via una parte degli animali. Quindi dalla Tessaglia, sempre gatton gattoni, il piccolo arrivò con i buoi fino a Pilo. Lì ne sacrificò due, nascose gli altri e se ne tornò a Cillene come se niente fosse. Davanti alla grotta trovò una tartaruga e con il suo guscio e con gli intestini dei buoi immolati costruì la prima lira (ingegnoso, oltre che intraprendente!).

Apollo intanto stava impazzendo perché non riusciva a trovare i suoi animali e solo più tardi gli fu rivelata la verità. Andò allora a lagnarsi con la mamma del piccolo Hermes, la ninfa Maia, la quale però gli mostrò il bambino nella culla, avvolto nei suoi pannolini e col visino angelico. Sentendosi (giusto vagamente) preso in giro, Apollo chiese l’intervento di Zeus, padre suo e di Hermes, che però ugualmente non riuscì ad ottenere la restituzione dei buoi. Infine Apollo si appassionò alla musica della lira e in cambio dello strumento lasciò le bestie al fratellino.

Successivamente Hermes dimostrò ancora le sue doti nel campo degli affari: dopo aver inventato il flauto, rifilò anche quello al fratello ricevendone in cambio la verga d’oro da cui non si sarebbe più separato e per giunta lezioni di arte divinatoria.

Papà Zeus era orgoglioso. Da grande Hermes è diventato, dati i suoi talenti, dio dei commerci e dei furti.