Miss Charity – Marie-Aude Murail

Questa è la storia perfetta per le lettrici appassionate di ‘800, Jane Asuten, Beatrix Potter e così via. Se siete nostalgiche e non siete mai sazie di libri, come questo, dal sapore antico, allora comprate Miss Charity.

A 5 anni, Miss Charity è già una donnina: sa che deve usare le buone maniere; che deve avere buon gusto e che deve decidersi a togliere quei vestiti a lutto, lutto che osserva per la morte dei suoi nonni; che non dovrebbe interessarsi troppo di letteratura, figurarsi di scienza. Ma la sua mania a occuparsi di piccoli animaletti di campagna bisognosi di cure non la abbandona, nonostante queste costrizioni.
Nella sue nursery c’è un vero e proprio serraglio: un’oca, un topo, un ratto, una ranocchia, e anche un coniglio. Miss Charity cura e studia con ossessione scientifica i suoi piccoli amici, finché Mademoiselle, un’istitutrice francese, affianca la sua tata Tabitha e le insegna a dipingere con gli acquerelli.
Il suo talento crescerà e si svilupperà durante la sua vita, che sarà raccontata fino all’ingresso di Charity nell’età adulta.
Ma questa sua passione per l’arte e le scienze, nel 1800 è qualcosa di sconveniente in una signora. Specie se la signora in questione si ostina a non intrattenere rapporti con gli esseri umani, se non in casi strettamente necessari. Preferisce compagnie bislacche, e, quando a vent’anni non ha ancora ricevuto neppure una proposta di matrimonio, diventa la disperazione di sua madre. Finché un giorno…

In pratica, questo libro racconta la storia della vita della protagonista, che si alterna tra istitutori, educatrici, tate pazze e amicizie sconvenienti. In pratica, inizia pure in maniera un po’ noiosa, tutti quegli animaletti sgambettanti, tutte quelle nozioni scientifiche. Ma quando l’arte entra in scena, ecco che Miss Charity si trasforma nella famosissima Miss Potter, Mr Ashley nel favoloso Mr Darcy, Herr Schmal nel caro professor Bhaer delle Piccole Donne. Moltissimi altri i riferimenti letterari, tantissima cura per i dettagli della psicologia dei personaggi e una miriade di grandi citazioni (da Shakespeare, a Wilde, a Shaw –questi ultimi dotati anche di un ruolo in carne e ossa).
Più che una storia avventurosa, definirei Miss Charity una storia banalmente umana. Il suo valore sta proprio in questa semplicità lineare: si legge facilmente, al punto di notare le somiglianze letterarie, affezionarsi al destino dei personaggi e apprezzare il grande lavoro di scultura psicologica che l’autrice ha operato su di loro.

Tutte queste belle parole per dire: mamme! Compratelo alle vostre figlie adolescenti! (Forse non è troppo tardi per evitare la trasformazione in generazione perduta.) Figlie, leggetelo insieme alle vostre mamme! Ragazze (di ogni età), compratelo e beatevi della conoscenza di questa ragazzina bruttina, intelligente, curiosa che è riuscita a farcela in un’epoca di costrizioni e divieti.