Miele – Ian McEwan

Miele [miè-le] A s.m. (pl. -li) – 1 Sostanza zuccherina e vischiosa, dal sapore dolce, spec. di colore ambrato, che le api elaborano dal nettare dei fiori e immagazzinano nelle cellette del favo come loro cibo.

Ci sono ricaduta: l’ultima volta avevo concluso la recensione con un “basta McEwan!” e invece, non ho saputo resistere e ho comprato (e terminato nel giro di una settimana), il suo ultimo romanzo.

La protagonista di questa storia è Serena Frome che impariamo a conoscere intimamente per tutta la prima metà del libro: laureata in matematica nonostane una passione smoderata per la letteratura, figlia di una femminista e di un pastore anglicano, sorella di una hippie convinta – siamo nel pieno degli anni ’70 -, iniziata alla maturità e al mondo reale da un proffessore che, diventato anche suo amante, le aprirà gli occhi sulla vita, sulla politica, sulla letteratura e sul MI5.

L’MI5 – Military Intelligence, Section 5 – non è altro che il reparto dei servizi segreti britannici e occuperà la parte centrale del libro, quella in cui Serena, scaricata dal suo amante agé, si ritroverà ad esserne assunta come agente segreto. Il lavoro è più che altro noioso e burocratico lavoro d’ufficio,  fino a quando Serena non verrà selezionata per un’operazione sul campo, nome in codice: Miele.

2012-12-19-mieleL’operazione consiste nel sovvenzionare, sotto copertura, un gruppo di scrittori con propensioni anti comuniste (siamo nel pieno della Guerra Fredda) e agevolarli quindi nel loro processo creativo con una sostenatamento mensile affinché le loro idee possano circolare poi tra le masse. Serena deve prima valutare l’idoneità e poi convincere ad accettare l’ingresso nel programma, il giovane Tom Haley.
I lettori smaliziati avranno già capito che tra i due nascerà ben altro che un rapporto lavorativo e la scintilla della loro attrazione sarà alimentata dall’amore per la letteratura da parte di entrambi: lui come instancabile scrittore, lei come affamata lettrice.

Il tutto, ovviamente sotto copertura. Quale tipo di amore resiste alle bugie? Quale le supera e da queste riparte per ricostruire? Io non ve lo dico, se siete curiosi, credo proprio che dovrete scoprirlo da soli!

Finalmente ho ritrovato il McEwan che tanto mi aveva conquistato con Espiazione (sarà la voce narrante femminile?): una prosa mai noiosa (nonostante la narrazione sia intervallata da notizie di politica interna ed estera), intima. Uno scrivere in grado di tratteggiare e poi riempire di colore i personaggi della storia, capace di farti rabbrividire in un paio di righe solo con l’uso di un aggettivo al posto giusto, di farti temere – proprio alla fine! – di non averci capito niente e sorprenderti con un finale che non speravi.