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L’Ultimo Cavaliere – Stephen King

Il primo romanzo della saga della Torre Nera; ho pensato, visto che i thriller non mi piacciono molto e gli horror meno che mai, che potesse essere un buon inizio per me e il celeberrimo Stephen King …ho letto l’introduzione scritta da lui stesso, in cui racconta della sua passione adolescenziale per Il Signore degli Anelli ed il suo desiderio di seguire le orme di Tolkien; ho letto la trama (un cavaliere, la ricerca di una misteriosa Torre, un Uomo Nero, un viaggio). Mi sono convinta.

E mi sono trovata in un’era post-apocalittica, o qualcosa di simile; con un pistolero solitario invece che con un cavaliere; con una ricerca più filosofica che fisica…il tutto mischiato a casaccio con altre storie, forse altre epoche, personaggi che compaiono non si sa come e spariscono senza molto senso. Lunghe digressioni metafisiche, spiegazioni e contesti quasi zero. In pratica, non ci si capisce niente, e a parte qualche breve episodio/”evento” la storia è piuttosto piatta.

Roland, il pistolero-ultimo-della-sua-specie/terra/stirpe, è nel bel mezzo del suo viaggio alla ricerca della Torre Nera; sul suo cammino, nel deserto e verso le montagne (e oltre) incontra un paio di personaggi più o meno importanti. A tratti si lascia andare ai ricordi della sua giovinezza (il suo apprendistato da pistolero) e degli inizi del suo viaggio (un villaggio, nessun sopravvissuto). Il filo conduttore è l’inseguimento di un misterioso Uomo Nero, che ha bisogno di raggiungere per ottenere risposte fondamentali.

 Capisco l’idea di suggerire una storia invece di svelarne i dettagli, così da lasciare al lettore ancora molto da scoprire nel resto della saga…ma così, senza contesto, senza un minimo di spiegazioni, non va. Lascia solo un senso di inutilità, di aver letto uno di quei romanzi new age che sotto sotto non dicono niente, lasciandoti capire che devi riflettere ed arrivarci da solo: ma che questo sia nascosto sotto la copertina di un fantasy, no, non mi è piaciuto.

Enjoy! (e ditemi la vostra)

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Recensione di
Silvia Righetti

"Tutto quello che vedo mi ricorda qualcosa che ho letto in un libro... ma non dovrebbe essere il contrario? " (cit.); sono una grafomane, oltretutto, quindi dove altro pensavate di potermi trovare?

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2 commenti
  • È stato anche per me il primo libro di S.King. A me è piaciuto, mi ha veramente rapito, sono finito in un viaggio surreale trascinato da questo personaggio di un’altra epoca. Personalmente non amo le spiegazioni dettagliate e le descrizioni minuziose di personaggi e situazioni. Mi ha lasciato in questa bolla sospesa a mezz’aria che ti allarga gli orizzonti preparandoti a qualsiasi seguito…poi se pensi a che età l’ha scritto.
    Purtoppo i successivi perdono un po’ la freschezza del talento, la voglia di sorprendere ed anche l’inesperienza di questo primo volume che lo distingue dagli altri. Non so, probabilmente ero particolarmente predisposto a questa lettura in quel momento.

    • Io sono al quarto capitolo della saga e posso dire con franchezza che il primo, è stato quello che mi è piaciuto di meno. Troppo nebuloso, troppo onirico, troppo lasciato all’interpretazione del lettore.
      Mi sono sentita un po’ alla deriva!
      Però, a differenza di quanto ha scritto 10-12, gli altri mi sono piaciuti decisamente di più, proprio perché sono di un altro stile e consistenza: non ti fermare! :)

Recensione di Silvia Righetti

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