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L’ultimo angolo di mondo finito – Giovanni Agnoloni

Quando nell’estate del 2015 ho scoperto il romanzo La casa degli anonimi di Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976) mi sono appassionata alla saga e ai suoi temi tecnologici e spirituali insieme. Perciò ho recuperato i libri precedenti della serie e atteso con curiosità quello conclusivo, L’ultimo angolo di mondo finito, pubblicato in questo 2017.

La storia si svolge nell’arco di tre giorni, dal 17 al 19 aprile del 2029. Il sistema di comunicazioni e di potere crollato quattro anni prima si va ricostituendo nella forma di droni che oscurano il cielo d’America e di ologrammi che affollano le strade europee; il fronte degli oppositori del Sistema, gli “Anonimi”, è diviso e confuso. Nel caos e nell’incertezza dilaganti, Kasper, Aurelio, Emanuela, Ahmed e Afef viaggiano per il mondo alla ricerca di misteriose sorgenti; a guidarli sono coloro che hanno già compiuto la scelta giusta: Joseph, Leyla, Desmond, John e Kristine.

Nel libro si alternano capitoli indicati con le lettere dell’alfabeto greco, che contengono stralci del romanzo L’addio di Kristine; capitoli indicati con le lettere del nostro alfabeto (e scritti in carattere corsivo), in cui parlano gli ispiratori dell’opposizione al Sistema; altri ancora che portano il nome del protagonista (Kasper, Aurelio, Emanuela, Ahmed e Afef) abbreviato e seguito da un numero, in cui si seguono i viaggi dei personaggi alla ricerca delle sorgenti.

Il romanzo conclude il ciclo dedicato alla «morte di internet», ma, ancora di più, alla morte della civiltà e dell’umanità rese ottuse e schiave da un sistema di potere che sfrutta le nuove tecnologie per mantenere il controllo. Sotto tale controllo l’uomo perde identità, creatività, sentimento e ragione; a tal punto da sentirsi completamente smarrito e incapace di reagire quando il Sistema crolla, senza comprendere che invece gli si offre una grande opportunità.

Per Agnoloni, però, seguace del movimento del Connettivismo, esiste un’alternativa: così, dalla distopia descritta in Sentieri di notte e La casa degli anonimi, sotto la spinta potente di una rinnovata utopia, può nascere un nuovo mondo in cui umanità, tecnologia e natura possono convivere, anzi compenetrarsi, e dar vita ad un tempo migliore.

L’ultimo romanzo della saga conferma le doti narrative dell’autore, capace di intrecciare abilmente i diversi fili del racconto facendoli convergere in maniera naturale verso l’epilogo. E al di là della risposta offerta da Agnoloni (a cui personalmente non aderisco), restano, fondamentali e attualissime, le domande che egli pone sulla nostra realtà ipertecnologica e spersonalizzante, sui rischi dell’omologazione e dello stordimento emotivo e intellettuale.

Rispetto a questi temi nessuno, oggigiorno, può tirarsi indietro né porsi con superficialità: è davvero in gioco il futuro, l’alternativa tra libertà e servitù.

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Recensione di
D. S.

Sono una lettrice vorace, una cinefila entusiasta e un'insegnante appassionata del suo lavoro; e non so concepire le tre cose disgiunte l'una dall'altra.

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