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Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte (The curious incident of the dog in the night-time) è un romanzo dello scrittore inglese Mark Haddon (Northampton, 1963): pubblicato in lingua originale nel 2003, ha ottenuto ben presto un notevole successo internazionale di critica e di pubblico.

Chistopher Boone ha 15 anni e vive a Swindon con il padre, quando una notte scopre che il cane di una vicina è stato ucciso con un forcone. Christopher soffre di una forma di autismo chiamata sindrome di Asperger che condiziona fortemente il suo rapporto con gli altri e con gli eventi della vita: detesta alcuni colori, non sopporta essere toccato, i luoghi nuovi e la gente sconosciuta spesso gli provocano un panico incontrollabile…
Il ragazzino intraprende, con estrema serietà, delle indagini intorno alla morte del cane e al tempo stesso le racconta in un libro con l’aiuto della sua insegnante Siobhan.
Col trascorrere delle settimane, il piccolo investigatore scopre delle verità sconvolgenti e, terrorizzato, scappa di casa, compiendo un viaggio fino a Londra eccezionale per un ragazzo con le sue difficoltà. Da lì tornerà a Swindon, dove lo attendono nuove avventure e una nuova vita.

Lo scrittore ha voluto che la voce narrante della storia fosse proprio quella del protagonista, pertanto noi ascoltiamo il racconto degli eventi e le descrizioni dei luoghi e degli stati d’animo filtrati da un punto di vista particolarissimo.
Lo scrittore è riuscito bene in un’impresa non facile. Le caratteristiche della sindrome di Asperger sono rese in maniera realistica e inoltre il romanzo mostra chiaramente le difficoltà e i problemi che incontrano i malati e i loro familiari.
La madre di Christopher si è sempre sentita incapace di assistere il figlio e il suo senso di inadeguatezza cresceva nel vedere con quanta semplicità e naturalezza il marito riuscisse invece a seguire ed accudire un ragazzo tanto diverso dagli altri. Dalle lettere a Christopher conosciamo una donna insicura e immatura, che si è trovata di fronte ad una prova troppo ardua per le sue forze. Quando infine le circostanze le impongono una scelta, la donna è però capace di abbandonare tutto per restare accanto al figlio.
Umanissima è anche la figura del padre di Christopher, l’uomo mite e paziente che non molla e si prende cura di lui come meglio sa. In certi casi non è capace di dire la verità anzitutto a se stesso e compie anche un gesto inutile e orribile; ma è un momento di follia di un uomo abbandonato e disperato. Per riconquistare la fiducia e l’affetto del figlio è infine disposto ad attendere tutto il tempo che sarà necessario, impegnandosi ogni giorno.

Crescere un figlio è l’esperienza più bella, tenera, entusiasmante, complicata, sofferta e terribile. Sempre. Tanto più difficile diventa quando un figlio soffre di problemi più o meno gravi. I sensi di colpa, il sentimento di inadeguatezza, la stanchezza, la paura, la depressione rischiano di prendere il sopravvento e si può essere tentati di fuggire lontano o di scegliere dei capri espiatori, non volendo o non potendo prendersela con se stessi o con il destino o con Dio.
Mark Haddon è riuscito a spiegare tutto questo assumendo un punto di vista originale e straniante e pertanto mantenendo, nonostante tutto, un tono leggero, a tratti perfino fiabesco.
Per questo il libro può essere piacevolmente letto dai giovani e apprezzato anche dai meno giovani. Per questo il finale, che non è un banale happy end, ma è una conclusione aperta anche se sostanzialmente ottimistica, può soddisfare tanto il pubblico più semplice quanto quello un po’ più esigente.

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Recensione di
D. S.

Sono una lettrice vorace, una cinefila entusiasta e un'insegnante appassionata del suo lavoro; e non so concepire le tre cose disgiunte l'una dall'altra.

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9 commenti
  • Questo libro mi è stato regalato per un compleanno da una mia carissima amica, inizialmente ero un po’ scettica, ma poi sono rimasta stupita dalla dolcezza e dalla bellezza del racconto. Un gran bel libro adatto a tutte le età!
    Bella recensione!

  • Grazie! :)
    Io ho conosciuto il libro attraverso una collega che lo aveva anche assegnato ai suoi studenti. L’ho letto e, dopo un certo disorientamento iniziale, l’ho apprezzato molto. L’ho poi proposto a mia volta in una classe e ai ragazzi è piaciuto: quante domande mi hanno fatto! Tanto che ho dovuto consultare una psicologa per i chiarimenti tecnici che, ovviamente, non ero in grado di dare. E così, grazie a questo libro, ma ancora di più grazie ai miei allievi, ho imparato molte cose. :)

  • Non sono un patito delle “riletture” ma questo libro ha la forza di attrarmi di nuovo tra le sue pagine.
    Lavoro con la disabilità e con l’autismo da tempo, quindi molti aspetti delle dinamiche familiari descritte mi colpiscono al cuore con una forza particolare.
    Bellissima recensione.

    p.s. i tuoi allievi sono davvero fortunati ad avere una “spacciatrice di letteratura” così appassionata.

  • per un certo periodo, ogni volta che entravo in una libreria mi ritrovavo davanti questo romanzo, prima o dopo; credo che abbia riscosso un certo successo, ma io anche dopo aver letto la trama tre o quattro volte non sono mai riuscita a convincermi abbastanza da portarmelo a casa …

    • Non è una lettura di quelle indispensabili, è chiaro. Dipende anche da cosa si cerca. Chi, come me, lavora proprio con i quindicenni ed è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e diverso da proporre loro… ha trovato un buon libro e ottimi spunti. :)

Recensione di D. S.

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