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Lo spaventapasseri e il suo servitore – Philip Pullman

Prendo il libro, lungamente cercato nelle biblioteche di Roma, con un monito del bibliotecario che va a contrapporsi al mio sorriso estasiato, i capelli dritti ed elettrici e il mio sguardo invasato e luccicante (frutto più dello stato febbricitante che dell’emozione): guardi che è un libro per bambini. Una favoletta!

Non capirò mai del tutto questo malcelato disgusto per favole, racconti per ragazzi e narrativa di genere “teen” che tanti lettori sembrano coltivare. Secondo me la narrativa è bella tutta ed è un bene saper apprezzare una favola.
Ora, io sono stato, nella sfiga, molto fortunato.

Non appena tornato a casa con “Lo spaventapasseri e il suo servitore” nella borsa, sono stato colto dalla più classica delle malattie: naso chiuso, tosse, mal d’ossa e febbre debilitante.Il toccasana per un lettore.
Sotto le coperte, con un arsenale di fazzoletti e un bicchiere d’acqua per mandar giù le medicine, ho trovato il terreno fertile per la fantasia. Philip Pullman è diventato ormai un amico fedele, la sua penna non tradisce mai.

Stavolta mi ha regalato una storia emozionante, in un crescendo di stramberie in cui mi sono calato volentieri.

Uno Spaventapasseri, animato da nobili intenti, intraprende il viaggio della vita; con il suo fidlo spaventapasserio servitore (più balia che scudiero) vivrà mille peripezie: scontri, inganni, trucchi, drammi, follie.
Pullman ficca lo Spaventapasseri in situazioni sempre più più paradossali, allo scopo di costruire una via dell’eroe anticonvenzionale, sorprendente ed emozionante.

L’assoluta risolutezza dello Spaventapasseri gli permette di ignorare scherzi, sberleffi e di distorcere la realtà intorno a lui tanto da ignorare i danni rivolti ala sua persona (danni abbastanza gravi da “cambiarlo” quasi completamente).

Il processo finale, all’imputato Lord Spaventapasseri, è chiaro esempio della trama perfettamente dispiegata dall’autore; quando tutto sembra andare per il peggio, ecco il guizzo, l’intuizione, l’idea – sempre presente ma ben celata/custodita – che salta fuori a raddrizzare i torti.

“Lo Spaventapasseri e il suo servitore” è un libro meraviglioso, una fiaba moderna se vogliamo, che non dovrebbe mancare sul comodino dei neo papà che vogliono raccontare ai propri bimbi le favole della buona notte.

E’ anche rimedio garantito per il tedio delle malattie.

 

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Recensione di
Simone Gentile

Sono Simone Gentile. Stretto tra una torre di libri e una pila di graphic novel (da leggere tutti, rigorosamente, in ordine sparso) continuo a lasciare una traccia nera su un foglio bianco; un timido rivolo che vuole affluire all'impetuoso corso della narrativa e continuare il Viaggio. Sono aperto a qualsiasi genere ma attratto dalle varie declinazioni della paura, per questo spesso mi ritrovo invischiato in storie che "MAMMAMIA!"... e forse poi, un po', me le vado a cercare.

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3 commenti
  • se l’ho letta? L’ho divorata (alla faccia del mio giuramento di non leggere più trilogie o saghe fantasy). Ancora piango a rileggerne alcune pagine. Un capolavoro.

  • E’ uno dei libri più belli che abbia mai letto. A parte la storia che secondo me è di una fantasia straordinaria e piena di riferimenti letterari da far impallidire chiunque, Pullman ha creato dei personaggi che non dimenticherò mai.
    La sponsorizzo sempre quesya trilogia, peccato che sia davvero troppo poco conosciuta ma… ah! Arriverà il momento! :P

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