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L’intervista al lettore #3 – Capellidargento

Nome? Maurizio

Età anagrafica?45

Età reale? i (che sta per… non è difficile, è matematica del biennio.)

Città in cui ti trovi adesso?
Roma.

Qual è il rapporto fisico che hai con il libro? Come oggetto è sacro e quindi mai e poi mai mi azzardo a sottolinearlo o a scriverci sopra. Faccio fatica a farlo anche con i libri di testo. Ma la sensazione che danno al tatto, la compattezza, e più ancora il profumo della carta appena stampata li trovo elettrizzanti. Anche in pubblico, in libreria, non riesco a trattenermi dall'aprire i libri e i fumetti e annusarli. Di solito il libraio mi guarda male e anche Giulia (mia moglie), ma è più forte di me.

C'è un libro che ti piace ma ti vergogni a dirlo in giro? Mah, mettendo i libri su aNobii mi sono accorto che l'autore che ho letto di più è Terry Brooks (Shannara e dintorni)… e solo a grande distanza seguono Calvino e altri mostri sacri. Ma non me ne vergogno, penso che ognuno abbia diritto alla propria sacrosanta dose di trash. C'è chi legge Novella 2000 dal parrucchiere, chi il Corriere dello Sport al bar, e io mi leggo il fantasy di bassa lega quando sono troppo cotto per esercitare il comprendonio su argomenti più elevati.

A che età hai cominciato a leggere?A 6 anni grazie alla febbre alta: passai due giorni a leggere un libro sui dinosauri e i successivi a compulsare tutto quello che mi capitava in mano. Da allora, e per tutta l'infanzia e l'adolescenza, per me avere l'influenza è sempre stata una festa. Ma purtroppo, non so perché, ora che sono adulto la stagionale stende sempre tutti tranne me, e alla fine invece di starmene al calduccio a leggere mi tocca lavorare pure per i colleghi in malattia.

Quale libro hai letto più volte? Quello sui dinosauri ovviamente (almeno tre o quattro volte in un mese, più riletture successive). Che poi in realtà era il primo volume di una enciclopedia di cui non ricordo il nome (potrebbe essere una cosa come "Conoscere", quei tremendi pacchi di volumi di cui erano piene le case negli anni settanta. Prima di Wikipedia).

Che rapporto hai con i libri e le loro trasposizioni cinematografiche? Le vado a vedere quasi sempre e cerco di giudicarle come opere autonome, senza cercare di ritrovare sapori ed emozioni del libro, che nessun film potrà mai restituire. In questo senso un'opera cinematografica ottima è "Il nome della rosa": il libro ha almeno tre o quattro diversi piani di lettura, il regista ne ha scelto uno e ha sviluppato (benissimo) solo quello.

Fai mai caso all'editore/edizione del libro che compri? Adesso sì, e sono molto critico. Ma ho cominciato ad esserlo solo verso i 25-30 anni, prima era un'informazione che ignoravo. Ma i casi della vita mi hanno portato a lavorare tre anni per l'editore Fazi, e quindi…

Dove compri di solito i tuoi libri? Piccole librerie e bancarelle. Ho un debole per le librerie aeroportuali e quelle delle stazioni, che di solito fanno schifo ma danno l'emozione unica di scegliere qualcosa che ti godrai con molta calma nelle lunghe ore che seguiranno.
Un libro che hai odiato particolarmente?  La forza del passato” di Sandro Veronesi. Inutile e irritante.

Cosa vorresti dire al suo autore? Se scrive sempre così, di cambiare mestiere. Ma io dopo quella delusione non ho più letto niente di suo, magari gli altri libri sono migliori. E comunque non mi piacciono gli scrittori che nei loro libri tranciano giudizi in modo esplicito, come fa lui riguardo a quella che dovrebbe essere (sempre secondo lui) la famiglia ideale.

Immagini mai l'aspetto dei personaggi di un libro? Sempre, e questa è la cosa che più mi disturba nelle trasposizioni cinematografiche, perché è molto difficile che i tipi assomiglino a ciò che uno ha immaginato.

E te ne sei mai innamorato? Spessissimo da ragazzo. Presi una cotta per Teresa Batista e svariate altre di minore importanza. Credo che Giulia, mia moglie, sia segretamente gelosa di Teresa, da quando ho confessato che l'avrei voluta sposare mentre invece a decidere di sposare lei ci ho messo quattro anni.

Qual é in assoluto il personaggio letterario che preferisci? O che vorresti essere/impersonare? "Chiamatemi Ismaele"… con un incipit così, come si fa a non scegliere l'io narrante del Moby Dick di Melville? Un debole ce l'ho pure per Aragorn/Granpasso, il re vagabondo del Signore degli Anelli (quanto non gli assomiglia Viggo Mertensen!). Ma in fondo, come molti uomini, io vorrei essere Tex Willer e avere la sua capacità di mettere a posto tutti i torti.  In modo un po' spiccio, è vero, ma a chi non è mai capitato di voler prendere qualcuno a sberle? Ho scelto come avatar il suo pard Capelli d'Argento (Kit Karson) solo perché a) Tex WIller era già preso e b) il mio look alla George Clooney (mi voglio incensare un po') non mi avrebbe reso convincente nei panni di Aquila della Notte (che è il nome navajo di tex).

Ti piace scrivere? Hai mai scritto qualcosa?Almeno dieci romanzi, nessuno dei quali ha finora valicato il muro di pagina dieci. E poi un certo numero di racconti finiti, invece, che mai ho fatto leggere a nessuno. E a dire il vero non li rileggo nemmeno io. Perché leggere quello che scrivo io, che tanto già lo so quello che dico (e non sempre condivido), quando non mi basterà la vita per leggere tutti gli scrittori che vorrei conoscere?

Conosci gli e-book? Non ho mai letto un e-book, penso che siano uno strumento di lavoro eccezionale (quanto mi piacerebbe ficcare in un e-book reader tutti i tomi di letteratura professionale che mi ritrovo a casa e in ufficio e svuotare così almeno un paio di armadi!). Ma non so se mi piacerebbe leggere un romanzo in questo modo. Mi mancherebbe l'odore della carta.

Fai parte di qualche circolo di lettura? No.

La tua citazione preferita? “Per quanto viaggiamo in tutto il mondo per trovare ciò che è bello, dobbiamo portarlo con noi, oppure non lo troveremo.” Ralph Waldo Emerson.

Pensi che il tuo rapporto con la lettura abbia aiutato o impedito le tue relazioni sociali? Più che altro le ha selezionate, per evidenti motivi: cosa potrei mai raccontare a gente che non legge? Per loro io non sono un soggetto interessante, è chiaro. E figurarsi poi quanto sono interessanti loro per me… un sano snobismo, in certi campi, non è un peccato ma una virtù. Quasi un obbligo, direi.

Leggendo un libro ti è capitato più volte di piangere o di ridere? Di ridere spessissimo (Pennac, Benni, ma anche alcuni brani di Calvino e tanti altri autori). Di piangere meno spesso, e soprattutto da bambino, con romanzi tristissimi tipo "David Copperfield". Di recente mi è venuto un gran groppo alla gola leggendo "Le irregolari", di Massimo Carlotto. Parla della tragedia dei desaparecidos argentini e io le ho viste, qualche anno fa, le madri di Plaza de Mayo sfilare a Buenos Aires. Ti monta su una rabbia cosmica e allora sì che vorresti essere Tex Willer, per prendere i cattivi e innaffiarli di cazzotti prima e di piombo caldo poi, come direbbe lui.

In che stanza della casa tieni i tuoi libri? Per tutta casa. Una libreria me la sono messa vicino al letto, in modo da avere sempre a portata di mano una vasta scelta senza dovermi alzare, e tre scaffali sono in bagno, dove tengo più che altro fumetti e graphic novel. Il grosso sta in corridoio e nel salone, ma anche nella stanza dei bambini c'è una libreria. Ci ho messo i libri che spero piaceranno a loro, ma adesso sono troppo piccini e non si pongono il problema. Se riescono a metterci le mani, più che altro sono interessati a masticarli. Del resto io li annuso…Il problema è che mia moglie legge anche più di me, e gli spazi sono ormai esauriti…. Molta roba è finita a casa di mia madre. Di solito li tengo per editore e per genere, eccezionalmente riservo uno spazio a qualche autore che mi è più caro di altri. Invece mia moglie li accatasta come viene viene, il che causa discussioni parecchio accese.

Cosa ti spinge ad acquistare un libro al posto di un altro? Un feeling poco razionale che scaturisce dal mix tra sensazione tattile, profumo della carta, potenza dell'incipit, quarta di copertina, autore e recensioni.

C'è stato un libro che ti ha cambiato la vita nel senso che ha provocato un viaggio, un incontro, un evento? “Narciso e Boccadoro” e “Demian”, di Hermann Hesse. Mi fecero innamorare perdutamente della ragazza che me li passò, e non riuscii mai nemmeno a sfiorarle le labbra. Però fu per lei che, nella confusione che avevo in testa in quel periodo, feci una scelta universitaria invece di un'altra e oggi mi ritrovo matematico e probabilista anziché scrittore o medico. Se sia un bene non lo so, probabilmente lo è per i miei lettori e i miei pazienti, che probabilmente adesso sono rallegrati da talenti migliori e curati da bisturi più precisi. Poi la persi di vista, non pensai mai più a lei per dieci, quindici anni, finché non ritrovai una sua lettera che mi fece venire voglia di cercarla. Ma sembrava fosse stata inghiottita dalla terra. Dopo tre giorni presi un volo per il Messico e sotto la grande piramide di Palenque sentii chiamare il mio nome: era lei.

Hai mai comprato libri online? Sì, spesso. Ma solo libri professionali. Di solito ordino direttamente alle case editrici (l'ultimo ieri, Il Mulino). Qualche volta su Amazon.
Quale libro letto fino ad oggi "fotografa" meglio la tua complessità? Moby Dick. In un certo periodo della vita ha fotografato anche la mia mole, poi ho fatto una dieta feroce e mi sono ancorato, per rimanere al gergo marinaresco, alla taglia 46. Spero definitivamente.

Quanto riesce ad influenzarti una recensione ben fatta? Moltissimo. Attenti a Marco Lodoli, quello è capace di convincerti a comprare cose che potrebbero essere usate contro di te (anche se di solito ci azzecca).

Stai leggendo un libro ora? Quale? Man eaters of Kumaon”, di Jim Corbett. In Italia è poco noto, ma è meglio di Kipling.

Come hai conosciuto La Libreria Immaginaria?Invitato da Delly che mi ha incrociato su Anobii.

 E per finire, ovviamente, ci consigli un libro che non possiamo non leggere? Beh, dopo averlo citato almeno due volte in questa intervista non posso che dire Moby Dick. Un libro immenso, che puoi leggere da ragazzo come libro di avventure e da adulto come quell'opera infinita che è, un'allegoria del cercare umano, una miniera di citazioni bibliche, la storia di un'ossessione e mille altre cose ancora. Ma perché uno solo? E' imperdibile anche Cent'anni di solitudine, anche il Signore degli anelli. E Teresa Batista stanca di guerra, I fratelli Karamazov, tutto Borges, Il Barone Rampante di Calvino… Troppi!

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Recensione di
Sara D'Ellena

«La mia intenzione è raccontare una storia: in primo luogo perché la storia viene da me e vuol essere raccontata.» Philip Pullman.
Raccontare storie e costruire librerie (immaginarie ovvio!) è la mia passione e la mia unica missione.

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2 commenti

  • Terry Brooks secondo me dovrebbero leggerla tutti, insieme a qualcosa di Marion Zimmer Bradley (j'adore!).
    Dopo di che, volevo solo lasciar detto quanto io sia FELICE di aver trovato qualcun altro che come me, ha una serie infinita di romanzi nel cassetto, e tutti da dieci-quindici pagine al massimo. GRAZIE, signor George Clooney Immaginario, mi hai fatto sentire meno fuori di testa.

    krySal
    (o anche Silvia)
    che non ha voglia di loggarsi.

  • Ooooh. L'incontro romantico grazie ai libri. *____*
    C'è da dire che, oltre ad essere maniaci dell'ordine per i nostri libri, qui in Libreria sappiamo essere anche molto, molto romantici.

Recensione di Sara D'Ellena

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