L’innocente – Marco Franzoso

Uscito martedì scorso per Mondadori, L’innocente di Marco Franzoso è un romanzo breve, forse troppo.
Il libro di Franzoso, ha come fulcro narrativo un tema talmente delicato che perfino chi lo recensisce non può non avvertire la responsabilità delle parole da usare per spiegare a voi, che siete in cerca di un consiglio, se questa lettura faccia davvero al caso vostro.

Conosciamo l’undicenne Matteo la mattina di un giorno importante mentre indugia nel suo letto cercando di cogliere l’esatto momento in cui la lancetta della sveglia compirà lo scatto in avanti,  pensando inevitabilmente al padre, morto da poco, che era solito fare con lui questo gioco per indurlo al sonno.

La perdita del padre che già di per sè è una tragedia, non è il fulcro del malessere intorno al quale ruota la narrazione: quella mattina Matteo è chiamato a testimoniare davanti ad un giudice e ad una psicologa di una violenza avvenuta un paio di anni prima, quando alla passione per la musica si è affiancata l’ombra ricurva del male più nero.

La narrazione è scevra di giudizi da parte dell’autore sebbene il modo di descrivere i personaggi chiave l'innocentedella storia (il giudice frettoloso e sgarbato che mira solo alla testimonianaza chiara ed utilizzabile; la psicologa che recita il suo ruolo empatico replicandolo in copia esatta con tutti i bambini; l’avvocato inesperto, macchietta fastidiosa e includente; la madre depressa, lacrimosa e inutile; i nonni materni, comparse piene di colore e di giudizi) è evidentemente una forte presa di posizione a favore di chi dovrebbe essere l’elemento più tutelato e invece si ritrova ad essere una pedina spostata a favore dell’ultimo giocatore.

Il romanzo inizia e finisce con la giornata in questione, evitando di affondare nei dettagli di quanto realmente accaduto al protagonista tanto da lasciare tutto (forse troppo) all’immaginazione del lettore che, proprio nelle ultime pagine, indotto da dialoghi sospesi e da strane sensazioni arriva a dubitare di tutto, perfino sull’innocenza.