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L’inganno della morte – Guglielmo Scilla

Avvertenze: la recensione di questo libro potrebbe anche essere letta sotto una luce poco obiettiva, ma vi assicuro che, nonostante la mia passione accecante per questo ragazzo, mi sono sforzata di esserlo!

Daniel è un ragazzo di soli 16 anni quando, durante un’innocua festa di paese, muore. Se il lettore non se l’aspetta (anche se è difficile non farlo quando a) leggi il titolo, e b) sbirci la trama sulla quarta di copertina), figurarsi un giovane ragazzo che crede di essere alle prese con problemi gravissimi, come i debiti a scuola e il costume da bruco che dovrà indossare alla suddetta festa di paese.
Daniel si ritrova stravolto e sconvolto nella città dei morti, Dyuturna, dove viene letteralmente pescato da un mare di pesante melma, insieme ad altre anime urlanti. Però c’è qualcosa che non gli quadra, quando incontra il Custode che si prenderà cura di lui. Continuano a dirgli che è morto perché era destino, ma lui ricorda distintamente una signora in nero con la falce che gli squarciava il petto. La Morte l’ha ucciso, ma perché nessuno vuole credergli? È stata davvero la Morte? Cosa nasconde Dyuturna?E perché Daniel è stato ucciso?scilla

La mia prima reazione appena finito il romanzo è stata: “E così questo è il mondo che c’è nella testa di Guglielmo Scilla!”.

L’inganno della morte è sicuramente un libro immaginifico. Un sacco di figure tangibili escono dalle parole e si mostrano senza alcuna difficoltà. Le parole che restano, si trasformano in un’atmosfera che avvolge sorprendentemente il lettore. Sorprendentemente perché da un ragazzo di 25 anni non ci si aspetta un immaginario simile. Ci vuole una certa profondità interiore per concepire certe frasi. Come la frase finale, che secondo me, è una stoccata vincente.

Il libro nel complesso è una bellissima storia (se vi piace il fantasy o i racconti un tantino surreali) raccontata per il puro piacere di raccontare storie, ma a tratti si nota la penna ancora acerba, alle prime armi, di chi scrive blog, vlog, e quant’altro.

La prima prova è andata benone. Ora, aspettiamo la seconda, perché ci sarà un seguito. No?

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Recensione di
Trix
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