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Lettere a Theo – Vincent Van Gogh

Amo molto lo stile epistolare, e se si tratta di lettere “vere” mi piace ancora di più. Van Gogh è un pittore che ho cominciato ad ammirare solo dopo aver visto due sue mostre, anche se l’ho avuto un po’ sempre “intorno” (mia madre lo adora). Ma non mi vergogno ad ammettere che l’idea di comprare questo libro me l’ha data Caparezza; nel suo ultimo album (tutto dedicato all’arte) c’è una canzone intitolata Mica Van Gogh, e in più di un’intervista Caparezza ha nominato la raccolta di lettere che il pittore scrive a suo fratello, durante i molti anni in cui hanno vissuto lontani (solo fisicamente!).

Il bello di queste lettere è scoprire i lati sconosciuti di questo pittore: la convinzione religiosa, l’esaltazione, lo scoraggiamento, anche l’insicurezza. E sopra a tutto questo, la meravigliosa chiarezza mentale di Van Gogh, che gli permette di comprendere e seguire lo sviluppo dei suoi malanni (fisici e psichici) e di analizzare le sue opere come il più spietato dei critici. Lui no, non vedeva   la vita che scorreva nelle sue pennellate, la vibrazione dei colori, il movimento che riusciva a dare a tutte le superfici. Era quasi ossessionato dai colori, e da come rendere sulla tela quello che i suoi occhi riuscivano a vedere.
Dall’altra parte, dalle sue lettere emerge un uomo pretenzioso, esigente, che conta continuamente i soldi che il fratello Theo gli manda mensilmente; raramente chiede informazioni o parla delle faccende del fratello, a meno che non sia per discutere delle loro opinioni, quando differiscono.
Insomma, Vincent Van Gogh (come ogni persona) è un po’ di tutto: ma all’ennesima potenza.
Enjoy!
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Recensione di
Silvia Righetti

"Tutto quello che vedo mi ricorda qualcosa che ho letto in un libro... ma non dovrebbe essere il contrario? " (cit.); sono una grafomane, oltretutto, quindi dove altro pensavate di potermi trovare?

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