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Le prime luci del mattino – Fabio Volo

Ho amato molto i libri di Fabio Volo. Li ho letti tutti, a distanza di molto tempo dalla loro pubblicazione, su suggerimento di un’amica.
La prosa di Volo mi ha sorpresa e incantata, i temi toccati dai suoi racconti sono così quotidiani e così insiti dentro tutti noi da non poterli non sentire propri. Fabio Volo scrive di cose semplici in maniera semplice e forse è anche per questo che ad ogni uscita di un suo libro la gente fa la fila fuori le librerie.

Il 14 ottobre è uscito Le prime luci del mattino e io, senza fare file e senza partecipare ad atti di isteria di massa collettivi, me lo sono comprato, godendo della copertina rossa e dell’immagine che solitamente è lo stesso Volo a realizzare.
Purtroppo però, questo libro è stato decisamente un volo a caduta libera; la protagonista è una donna e le voci narranti sono due: il suo diario e i suoi ricordi del tempo che fu.
Sinceramente un libro banale dove (e qui i pudici si coprano gli occhi), si parla solo di sesso o meglio di come la protagonista si scopre amante e inizia a provare l’improvabile sotto le lenzuola.
Più di metà libro è concentrato sugli incontri sessuali di Elena e il suo amante descritti nei minimi particolari (alcuni dei quali tranquillamente tralasciabili).

Sinceramente non so cosa abbia spinto uno come Fabio Volo che per carità, non è mai stato un moralista, a dedicare un intero libro al sesso e alle sue gioie tanto da annoiarmi e da decidere quasi fin da subito di  bocciare l’intero romanzo.
Le ultime pagine, che perdono le descrizioni sensuali e sessuali, sono perfino più noiose e scontate di quelle precedenti.

Decisamente, se volete conoscere il Fabio Volo che fa fare le file fuori le librerie, non è questo libro che dovete comprare.

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Recensione di
Sara D'Ellena

«La mia intenzione è raccontare una storia: in primo luogo perché la storia viene da me e vuol essere raccontata.» Philip Pullman.
Raccontare storie e costruire librerie (immaginarie ovvio!) è la mia passione e la mia unica missione.

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9 commenti
  • Io ho due suoi libri da 2 anni nella libreria. Ancora non ho il coraggio di leggerli, perché ho paura che confermino i miei pesanti pregiudizi sulle sue capacità di scrittura… Spero d’essere smentito!

  • mi spiace ma Fabio Volo proprio non riesco a farmelo andare giù… in tanti mi hanno detto che i suoi libri sono belli ma proprio non ce la faccio… forse perché è proprio lui che mi ispira un’istintiva antipatia…

  • sono molto contenta di leggere questa recensione, perchè rispecchia totalmente quello che ho provato io leggendo il libro!

  • io non lo amo particolarmente in veste di “scrittore”, tanto è vero che ho letto solo Esco A Fare Due Passi; l’ho trovato così poco interessante che ho rinunciato a provare gli altri.
    Rimane il fatto che credo che Fabio Volo non sia uno sprovveduto nè uno stupido…l’importante, alla fin fine, è che non cada nella trappola dello “scrittore che qualunque cosa scrive sarà lodato”: altrimenti è finito.

  • Io ho letto “Il mio posto nel mondo” e “Il giorno in più”.

    Volo scrive, OK, ma non si tratta sicuramente di letteratura ricercata o di impatto.

    Diciamo che lui è soprattutto un personaggio. Fa tante cose, in maniera sufficiente ma non oltre, come la conduzione di Italo-Spagnolo: un programma abbastanza vuoto, che il suo faccione da piacione non poteva riempire.

    Volo è ormai un marchio, così come è una moda leggere i suoi libri o fare la fila per avere l’autografo su una copia di “Le prime luci del mattino”: se non lo fai, sei uno “sfigato”.

    Per finire, mi piace citarlo quando scrive che i peli che ha sulle scapole sono in realtà le sue ali d’angelo. Direi che questa frase riassume il Fabio-pensiero.

  • Secondo me se Volo non fosse un personaggio grazie al suo lavoro in radio e tv, non lo leggerebbe nessuno.
    Devo dire che qualche tempo fa mi stava più antipatico di ora, avendolo parzialmente rivalutato.
    Ma quando qualcuno arriva sul blog cercando “Fabio Volo furbo”, direi che ha tutte le ragioni! :)
    Fabio Volo non è un grande scrittore ma un buon comunicatore sì. Ha capito i bisogni della gente. Ho letto “E’ una vita che ti aspetto” e “Il giorno in più”. Tutti e due, come forse anche gli altri suoi libri, sono libri di “rinascita”, e chi è che sta così bene da non desiderare una svolta nella sua vita? Qualcuno sì, ma pochi, credo io.
    E fin qui non ci sarebbe niente di male, però per esempio in “E’ una vita che ti aspetto” la prima metà del libro se la tagli non fai proprio niente di male.
    “Il giorno in più” è migliore sicuramente dell’altro, ma il successo di pubblico è assolutamente ingiustificato per la qualità. E’ un tipico caso “chiedi un autografo all’assassino”, esagerando: intendo dire che quando alcuni personaggi sono popolari, le persone li seguono senza neanche più valutare cosa stiano effettivamente facendo (o forse non se lo chiedono a prescindere)
    Solo sesso? Mah, ne “Il giorno in più” la descrizione della scena di sesso mi era sembrata un po’ scadente, anche se bisogna dire che parlare di sesso in modo elegante non è facile; ma, dopotutto, lui dovrebbe fare lo scrittore.

  • io credo che Fabio Volo non è lo “scrittore” vero e proprio… Ma, a mio avviso, ha la capacità di raccontare la realtà, il quotidiano, le sensazioni, le paure, le gioie… che tutti noi nella vita, abbiamo provato almeno una volta! Io lo trovo eccezionale per questo. Ho letto tutti i suoi libri e tra i miei preferiti c’è UN GIORNO IN PIù… e se la fine dell’ultimo libro, LE PRIME LUCI DEL MATTINO non mi avesse “deluso” avrei preferito anche questo… forse perchè sono romantica, e credo nell’amore… avrei preferito una fine diversa… non con Nicola…

Recensione di Sara D'Ellena

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