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La verità sul caso Harry Quebert – Joël Dicker

Joël Dicker ha appena 28 anni e ha scritto un libro incredibile: non solo siamo in presenza di un giallo di ben 763 (!) pagine che ti tengono incollata alla storia costringendoti a fare nottata, ma siamo anche  e soprattutto davanti un labirinto di parole nel quale perdersi fino all’ultima riga.

Come ogni giallo che si rispetti, tutto si concentra intorno ai fatti di una giornata, il 30 agosto del 1975, giorno in cui Nola Kellergan, quindicenne, scompare dopo essere stata avvistata insanguinata e inseguita da un uomo nel fitto di una foresta.
Da quella sera, della ragazza non si saprà più nulla fino al 2008, quando il suo corpo verrà ritrovato nel giardino della casa di Harry Quebert, celeberrimo scrittore.

Marcus Goldman è uno scrittore all’apice del successo dopo la fortuna editoriale del suo primo e imagesunico romanzo destabilizzato dal blocco dello scrittore e dalla notizia sconvolgente dell’arresto del suo mentore e mastro Harrry Quebert appunto, arrestato per l’omicidio avvenuto trent’anni prima.
Il giovane Marcus si schiererà dalla parte di Harry e partirà alla volta della piccola cittadina di Aurora per far luce sulla vicenda e scagionare l’amico.

Ogni capitolo del libro inizia con un consiglio sulla scrittura di Harry per Marcus, consigli che gli aspiranti scrittori gradiranno e faranno propri. Un libro nel libro, una storia che si chiude su se stessa come una spirale infinita.
E Joël Dicker è così bravo a costruire questa finzione letteraria che alla fine delle quasi ottocento pagine si realizza di essere caduti nella trappola.
Se alcuni possono lamentarsi di alcune ingenuità investigative e di una banalizzazione del giallo, non stanno prendendo in considerazione l’intero impianto narrativo acceso da una sola miccia: l’amore per la scrittura, per i libri e per l’amore stesso.

La vita ha poco senso. E scrivere dà un senso alla vita.

 

 

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Recensione di
Sara D'Ellena

«La mia intenzione è raccontare una storia: in primo luogo perché la storia viene da me e vuol essere raccontata.» Philip Pullman.
Raccontare storie e costruire librerie (immaginarie ovvio!) è la mia passione e la mia unica missione.

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