La società letteraria di Guernsey – Mary Ann Shaffer

Sapete quando vi prende una fissa che vi trapana assurdamente e ossessivamente il cervello, finché non la soddisfate? Ecco, questo titolo è stato così per me: girovagando non ricordo più nemmeno io dove, ho trovato questa storia su una società letteraria che mi incuriosiva, e prima di ordinarlo ci ho messo un po’ (dovevo smaltire la mia wish list con gli altri titoli prioritari!), e me lo sono portato in vacanza, per divorarlo –povera illusa!- tutto d’un fiato.

Londra –e il resto del mondo- sono appena usciti dall’incubo nazista della Seconda Guerra Mondiale. Le città sono ridotte a macerie grigie e fumanti, e le persone, pelle e ossa, vagano tra i cumuli di rottami chiedendosi come diavolo sia potuto accadere, piangendo i propri cari, ma anche gli sconosciuti. A risollevare il morale di Juliet, scrittrice di successo, arriva una lettera da un’isola del Canale della Manica, che la informa che per caso uno dei suoi libri è finito laggiù, e ha fatto la felicità di un uomo. Dawsey, grazie alla lettura di Charles Lamb ha trovato il modo di sopravvivere alla guerra, e ci teneva a ringraziare la proprietaria del volume che gliel’ha consentito. Un fitto scambio di lettere avviene tra i due protagonisti, che si raccontano aneddoti e eventi come vecchi amici. E così, Juliet viene a sapere della Società Letteraria della Torta di Patate, nata a Guernsey negli anni della guerra, per rendere più sopportabile agli abitanti l’occupazione nazista, e ogni partecipante si sente in dovere di scrivere alla giovane londinese per raccontare la propria esperienza, non solo con la lettura, ma anche con la guerra. L’amicizia si fortifica sempre più, tanto che Juliet decide di scrivere un libro sull’occupazione delle isole della Manica, e si reca laggiù di persona…

Quello che mi aspettavo di trovare in questo libro era una solfa rivisitata di un club del libro, in cui si discuteva di trame, personaggi e ambientazioni: scordatevelo. Si parla anche di libri, certo. Nella prima parte, per esempio, ogni abitante dell’isola si presenta a Juliet attraverso il libro che ha letto per la Società Letteraria. Ma le lettere in questo romanzo epistolare si fanno via via più dense di avvenimenti riguardanti gli isolani e la loro visione della guerra. Piccoli dettagli inimmaginabili da noi fortunati scampati al massacro, che fanno riflettere sull’orrore durante il Terzo Reich. Esperienze di vita quotidiana e dettagli sulla prigionia nei campi di concentramento che ruotano tutti intorno a un fantomatico personaggio, Elizabeth, l’unica isolana che Juliet non ha ancora incontrato.

Un paio di sorprese alla fine del libro, poi, lo rendono adorabile e nient’affatto pesante. Profondo al punto giusto, una lettura facile e veloce, che a me non è riuscita in modo tale solo per mancanza di tempo materiale. Un modo diverso per metterci di fronte alla crudeltà della guerra. Un racconto buio illuminato dal conforto dei libri.