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La settima onda – Daniel Glattauer

 

Uau. Questo Glattauer ne ha di cose da scrivere, eh? E come le scrive! Un altro romanzo letto d’un fiato, anche se stavolta con qualche sospiro scocciato, che ogni tanto tiravo fuori nel leggere le lettere di Emmi. Ora, la questione è: come raccontarvi di un libro che è il seguito di un altro senza spoilerare né il primo né il secondo?! Ci provo, ma non vi assicuro nulla. Per cui, siete avvisati: se avete intenzione di leggere “Le ho mai parlato del vento del nord”, non leggete questo post. Cercherò di non rivelare nulla di importante, ma sarà ardua impresa!

Dunque, dov’eravamo rimasti? Emmi e Leo ormai si conoscono. Si sono incontrati? Chi lo sa? O meglio, io lo so, ma non ve lo dico di certo. Come sono andate avanti le loro vite? C’è stata una pausa da scrittura, tra un romanzo e l’altro, a causa del trasferimento di Leo a Boston, per lavoro. Ma Leo è tornato, e noi non sappiamo ancora se si sono visti. Sappiamo che per questa lunga pausa non si sono scritti nemmeno una riga – o meglio, Emmi scriveva al manager di sistema che la informava ripetutamente che l’indirizzo mail a cui inviava tanti segreti desideri e speranze era stato disattivato. Che succederà, quando Leo, tornando a casa, riprenderà possesso della sua vecchia casella Outlook e vedrà cosa ha provocato la sua assenza? Ma siamo sicuri che l’assenza prolungata di Leo sia stata un avvenimento scelto da lui stesso? Potremmo supporre che, magari, ipoteticamente, è stata Emmi a sancire questo loro allontanamento, nonostante abbia continuato a scrivergli? Non siamo sicuri di niente, cari miei, a meno che non leggiate anche questo romanzo, come l’altro!

Purtroppo la magia del primo libro difficilmente viene eguagliata dal secondo, che sembra esser stato scritto per una questione di marketing e vendite, piuttosto che per la sincera passione dell’autore. Si sa, il seguito non è mai all’altezza della prima storia, questo nei libri, come nei film o nei cartoni animati. Se è stata inventata la parola FINE ci sarà un perché?! Ecco, Glattauer in questo caso, secondo me, doveva fermarsi al finale del primo libro, riempire le valigie della sua maestria e delle sue battute frizzanti e delle sue idee per altri libri, e trasferirsi, appunto, in un’altra storia.

Ho trovato i dubbi di Emmi petulanti a volte, ripetitivi e pressanti, e non so proprio come quel santo essere umano che è Leo abbia avuto la pazienza per sopportarla. La storia, in ogni caso, scorre veloce, tra nuovi sconvolgimenti di programma, nuovi eventi, vecchi dissapori, nuovi problemi, nuovi drammi. La fine è molto carina, non d’effetto come nel primo, ma confortante, rassicurante e speranzosa. Il finale perfetto per un romanzo d’amore, il finale che noi tutti vorremmo per la nostra storia: un futuro con il grande amore. Già, ma chi sceglierà infine Emmi? Suo marito Bernhard o il suo amante virtuale Leo? Leggete e lo saprete!

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Recensione di
Trix
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2 commenti
    • Mi sa tanto di sì! Se ti piacciono le romanticherie, queste sono proprio il genere giusto: niente di troppo appiccicoso o troppo inverosimile! E poi ogni tanto qualcuno che parla in toni leggeri di argomenti leggeri ci vuole, no?

Recensione di Trix

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