La ragazza del treno – Paula Hawkins

Rachel ha poco più di 30 anni e ha la vita distrutta: l’ex marito Tom le ha spezzato il cuore chiedendo il divorzio, ha perso la casa ed ha seri problemi di alcolismo.
Nonostante abbia perso il lavoro, per mantenere una parvenza di normalità, tutti le mattine prende lo stesso lentissimo treno che dalla periferia la porta in città: una routine che le permette di pensare alla sua vita devastata, di bere lattine di gin e di fantasticare sulla vita di persone che non conosce.

Infatti, quando il treno si ferma per interminabili minuti al semaforo rosso sfiorando le abitazioni, Rachel ha finalmente l’occasione di divagare dai suoi problemi, speculando sulla vita all’interno di una casa in particolare, dove vive una coppia alla quale Rachel ha affibbiato nomi, lavori e storie di fantasia.

Ma quando un giorno il viso di quella donna appare in tv come persona scomparsa, a Rachel viene in mente un episodio “spiato” non pochi giorni prima dal finestrino del treno, e la vicenda di Megan – la donna scomparsa – e di Scott – suo marito -, diventa per lei una vera e propria ossessione.

Un’altra ossessione in realtà visto che Rachel è ancora ossessionata da Tom, che l’ha tradita e poi lasciata per Anna con la quale vive nella loro casa da sposini. Non riuscendo a farsene una ragione e spinta dall’alcool, Rachel continua a chiamare Tom a qualsiasi ora, a spiare la sua nuova famiglia, cadendo sempre più a fondo nella spirale del delirio e tornando spesso a casa ubriaca con lividi, ferite e bernoccoli di cui non ricorda assolutamente la provenienza. Per non parlare di telefonate, sms ed email che invia da sbronza e delle quali poi non ricorda assolutamente nulla.

Come può quindi essere una testimone credibile quando si presenta alla polizia per dare un’informazione la-ragazza-del-trenoforse fondamentale sulla scomparsa di Megan? E cosa è successo davvero la sera della sua scomparsa? Rachel si è risvegliata conciata peggio del solito ma il buco nero della sua memoria potrebbe nascondere verità inquietanti…

Un libro scritto a tre voci: da Rachel, Megan e Anna, che raccontano la loro storia andando ad inserire lentamente i pezzi di un puzzle che diventerà un quadro dall’immagine spaventosa.
Letto in un solo pomeriggio (nonostante le sue 306 pagine) grazie allo stile asciutto e rapido della Hawkins, che ha avuto la scintilla di un’idea geniale dalla quale far partire una storia e ha saputo modularla bene fino alla fine.

E sono sicura che adesso, penserò per un bel po’ a questo libro ogni volta che prenderò il treno.