La ragazza che rubava le stelle – Brunonia Barry

Come al solito, ancora una volta, mi trovo in disaccordo con le traduzioni italiane di film e libri.
Mi domando perché, lì dove è possibile farlo, non si lascia il titolo scelto dall’autore semplicemente traducendolo alla lettera?

La ragazza che rubava le stelle per Brunonia Barry (l’autrice) e per il resto del mondo è conosciuto come The Map of True Places (la mappa dei posti veri) che a mio parere è un titolo che centra pienamente l’intera storia.
È vero: il  romanzo è costellato di nozioni di geografia astronomica, di misurazioni e di osservazioni delle stelle, ma la storia segue un percorso parallelo, un solco più profondo.
Pensate spesso di avere una vita familiare difficile?
Quella di Zee vi farà sentire dei fortunelli ingrati a confronto e non sarò certo io a svelare i fili ingarbugliati di questo intreccio che, solo quando ormai mancano poche pagine alla fine, si sciolgono rivelandosi nella loro cupa interezza.

Toccante la descrizione del decorso del Parkison che affligge Finch, il padre di Zee, tanto quanto è angosciante il ricordo di sua madre e della sua morte violenta. Vogliamo parlare di Micheal il suo futuro marito o di Hawk, l'affascinante rigger?

Con un’ambientazione che dice tutto (Salem, dove la scrittrice vive realmente) tra streghe contemporanee (e i loro negozi), case abbandonate, navi e stelle, Brunonia Barry fa centro e ci regala un romanzo di crescita e superamento del dolore, di rinascita e di scoperta, tanto da indurmi a leggere il suo primo romanzo La lettrice bugiarda.