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La pioggia prima che cada – Jonathan Coe

Questo è periodo di grandi letture, sembra, oltre che di edizioni Feltrinelli. Dopo Malzieu, ho divorato Amos Oz e il suo “D’un tratto nel folto del bosco”, e ora mi trovo a rimpiangere di aver finito “La pioggia prima che cada” di Coe.

Non so da dove cominciare per descrivervelo. Dalla sensazione di vuoto che ti lascia quando finisci di leggerlo? Dalle magnifiche, magistralmente grandiose descrizioni dei luoghi, personaggi e sensazioni?

Intanto vi racconto la trama.

La morte della zia Rosamond, vecchietta ritiratasi a vivere in un cottage nel suo amato Shropshire, viene a turbare il corso ordinario della vita tranquilla di Gill e delle sue figlie, Catharine ed Elizabeth. Più che la morte, la vita e i tutti i segreti nascosti in essa. Infatti, zia Rosamond lascia dietro di sé un testamento che sgomenta tutti: un terzo del suo patrimonio va, oltre che ai suoi due nipoti, ad una certa Imogen, bambina che Gill ricorda di aver visto una sola volta, alla festa dei 50 anni della zia. Ma il nome di Imogen non appare solo nel testamento: Gill, ripulendo la casa della defunta zia, trova un biglietto indirizzato a lei, tra alcune audiocassette registrate dalla stessa Rosamond, indirizzate anch’esse a questa misteriosa bambina bionda, che però nessuno riesce a rintracciare. A Gill e alle sue figlie non resta che ascoltare i nastri, come la stessa zia aveva suggerito nel caso del mancato ritrovamento della reale destinataria. E così parte la storia del viaggio di una intera vita, raccontata attraverso il ricordo di 20 sole fotografie, solo 20, tra le migliaia accumulate in una vita.

Una storia meravigliosa e coinvolgente. L’intreccio di tante donne legate tra loro da una parentela, a volte sgradita, a volte creata appositamente a causa del bisogno di sentirsi appartenere a qualcosa o qualcuno.

Un libro che inizia subito, che non perde tempo e pagine preziose per il lettore a far capire di che pasta è: e difatti, quando un libro è bello ti prende dalle prime tre pagine, anzi, ancora prima, dalle prime tre righe, dalla descrizione autunnale del paese, dall’idea di casa che Rosamond descrive e dalle emozioni e sensazioni che traspaiono dal racconto. Oltretutto, dalla metà in poi si corre a perdifiato fino alla fine per scoprire dove finirà Imogen, che ne sarà del rapporto tra Beatrix e Ros, e il destino di Thea. Una storia basata sul niente e sul tutto, su ciò che la mente sente come reale, e sulla definizione di questa realtà come totalmente diversa da ciò che si era immaginato tale. Come la pioggia prima che cada, che in effetti, pioggia non è.

222 pagine, per certi racconti, sono davvero troppo poche. Penso che mi sarebbe piaciuto di più soltanto se l’avessi letto in autunno, in parallelo col tempo del racconto.

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