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La grammatica dell’amore – Rocío Carmona

E con questo libro, ho definitivamente chiuso la porta agli autori spagnoli –eccezion fatta per Zafón e Clara Sanchez.

Irene è una sedicenne che viene scaraventata in un college della Cornovaglia dalle assolate strade di Barcellona, dopo il divorzio dei suoi genitori. Triste e spaesata, comincia la sua nuova vita cercando di adattarsi a una nuova cultura e alla nuova realtà dei fatti. Ma, come tutte le sedicenni, ha gli ormoni piuttosto in subbuglio, e per questo si caccia in numerosi guai a sfondo romantico. Il primo, scatenante episodio amoroso che le procurerà non pochi grattacapi, la condurrà a tre mesi di punizione in compagnia del suo insegnante preferito, Peter Hugues, durante i quali il professore le farà leggere sette grandi capolavori della letteratura universale –partendo da Murakami, passando per Charlotte Brontë e per Goethe- per insegnarle la sua grammatica dell’amore.

Detto così, il succo sembra anche interessante, ma non pensatelo nemmeno per un momento.
Il romanzo si apre con i piagnucolii isterici di una ragazzina che si dichiara al figo della scuola con una patetica poesia d’amore, che ovviamente viene derisa dall’intera classe. Si continua su questa linea, con numerose gaffe della suddetta protagonista con l’universo maschile, che, quasi mai, se la fila.

Tutto questo, unito a considerazioni assolutamente banali e a un tipo di scrittura più adatto a una teenager che a giovani adulti, rende la lettura molto irritante: si corre fino alla fine solo per poter scaraventare il libro nella pila di quelli indesiderati.

Sembra che la scrittrice abbia radunato i suoi vecchi temi di letteratura del liceo, credendo che le sue opinioni fossero particolarmente originali, e che abbia costruito un collage di banalità, inframmezzato da ritagli di testi di canzoni di autori che parlano per lei. Questo non è scrivere, e a quanto pare, certi presunti autori, non l’anno ancora capito.

Addendum: sono stata tentata da questo romanzo, solo perché, come SEMPRE accade, era sullo scaffale sbagliato. Avrebbe dovuto trovarsi tra i romanzi rosa per adolescenti, invece di essere posizionato nella narrativa generica.

Altro addendum: cara autrice, se vuoi inserire la letteratura classica nelle tue storie, assicurati almeno che tu conosca i nomi giusto dei protagonisti di esse, e non scambiare Fitzwilliam Darcy con MARK Darcy!!!

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Trix
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