La fata carabina – Daniel Pennac

Con questo libro si giunge al secondo capitolo della saga della famiglia Malaussène e si conferma l'eccellente opinione che mi ero fatto di questo scrittore. Era dai tempi del Maestro e Margherita che non trovavo così tanti personaggi, con così tanta qualità. Si potrebbe infatti prendere chiunque tra i protagonisti, Benjamin, Julia, Thérèse, Jèrèmy, ma anche il cane Julius e tanti altri, e piazzarli in un libro a sè stante, tanto sono caratterizzati bene.

copertinaTornando al libro specifico, come nel primo (Il Paradiso degli Orchi), c'è un delitto attorno a cui ruota tutta la trama. Ma non c'è solo questo: vecchi, droga, fate, fiori e tante altre sorprese che non vi voglio rovinare. Trama che comunque non è affatto lineare, grazie al grande numero di personaggi coinvolti che si passano il fuoco della narrazione continuamente lasciando che il gomitolo si dipani con molte curve (ohibò, che metafora!). Il risultato è eccellente, anche se c'è da dire che ho riscontrato per la seconda volta una stessa sensazione: le prime pagine tendono a buttare legna nel fuoco. Tanta legna. Tantissima legna. Il pericolo è che ci si senta travolti da un fiume in piena e che si perda il filo del libro, ma lentamente si viene condotti per mano nella ricostruzione di un gigante puzzle che alla fine vi farà rimanere basiti della sua bellezza.

Un libro assolutamente da leggere. Non è obbligatorio leggere anche il primo della saga, però si perderebbe qualche riferimento e si verrebbe catapultati subito nella famiglia più matta di Francia senza una "breve" presentazione.

Ma così è la vita: se incontri un essere umano nella folla, seguilo… seguilo.

P.S.

In Italia è stato pubblicato prima il libro "La prosivendola", ma quest'ultimo è il terzo capitolo della saga. Misteri.

 
Tornando al libro specifico, come nel primo (Il Paradiso degli Orchi), c'è un delitto attorno a cui ruota tutta la trama. Trama che non è affatto lineare grazie al grande numero di personaggi coinvolti, che si passano il fuoco della narrazione continuamente, lasciando che il gomitolo si dipani con molte curve (ohibò, che metafora!). Il risultato è eccellente, anche se c'è da dire che ho riscontrato per la seconda volta una stessa sensazione: le prime pagine tendono a buttare legna nel fuoco. Tanta legna. Tantissima legna. Il pericolo è che ci si senta travolti da un fiume in piena e che si perda il filo del libro, ma lentamente si viene condotti per mano nella ricostruzione di un gigante puzzle che alla fine vi farà rimanere basiti della sua bellezza.
 
Un libro assolutamente da leggere. Non è obbligatorio leggere anche il primo della saga, però si perderebbe qualche riferimento e si verrebbe catapultati subito nella famiglia più matta di Francia senza una "breve" presentazione.
 
<i>Ma così è la vita: se incontri un essere umano nella folla, seguilo… seguilo.</i>
 
P.S.
In Italia è stato pubblicato prima il libro "La prosivendola", ma quest'ultimo è il terzo capitolo della saga. Misteri.