La chimera – Sebastiano Vassalli

Questo romanzo, ambientato nei dintorni della Novara del diciassettesimo secolo, racconta la breve vita di Antonia, “esposta” (cioè abbandonata nei pressi di un convento) poi adottata da una famiglia di Zardino.

La protagonista cresce: da bambina buona diventa ragazza bella e desiderata da uomini più o meno onesti. Le malelingue, le contese tra i paesani e la famiglia adottiva di Antonia, l’invidia delle altre donne e i giochi di potere interni al clero a vari livelli – tutto insieme porterà la povera Antonia ad essere accusata di stregoneria con tutte le conseguenze del caso.

L’autore descrive le dinamiche sociali e “politiche” del tempo con linguaggio morbido e ironico, pur trattando una materia cruda, soprattutto nel finale; in questo può ricordare il Manzoni dei Promessi Sposi, citato nella postfazione dello stesso Vassalli.

Bel romanzo in cui troviamo un’Italia di cattiverie tra poveri, di gabelle ecclesiastiche, di “risaroli” e “camminanti”, di superstizioni e soprusi, dove viene accusata una ragazza con la sola colpa di essere oggetto di pettegolezzi e di non aver paura del Male: non di creature mostruose che divorano i bambini, ma della mancanza di umanità e pietà tra la gente a qualsiasi classe sociale appartenga.

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