La cattedrale del mare – Ildefonso Falcones


Parliamone.
Ho questo libro sulla mia scrivania da mesi dopo averlo abbandonato a poco meno della metà con la convinzione di aver sprecato già una marea di tempo (soprattutto considerando che sono in totale 642 pagine).
aNobii gli da ben 4 stelline ma i commenti relativi al libri sonoabbastanza paritari tra chi lo considera un vero e proprio capolavoro (!) e chi decisamente un mattone pesante, inutile e privo di senso.

Per quanto mi riguarda mi associo di netto al commento di questo aNobiano che riporto fedelmente: «Libro scandaloso. Ho sempre sostenuto e sostengo che "un libro non si abbandona mai perché qualcosa lascia sempre". Ebbene, in vita mia ho abbandonato un solo libro: questo. Un polpettone indecente di descrizioni inutili e verbose, elenchi di nomi e accozzaglie di vocaboli. Pessimo.» (Ale Greco).
Io aggiungo che l’autore (oltretutto osannato da molti per questa sua opera prima), ha iniziato una storia e ha continuato a scriverla per le generazioni successive, rendendo la trama qualcosa di inafferrabile. E’ come se volessi parlarvi di me iniziando dalla cima del mio albero genealogico.
Una noia mortale. Una pesantezza che è concessa – e non sempre – solo ai grandi classici e ai capolavori.
E questo, in caso non l’aveste capito, non è né l’uno né l’altro.