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La carta e il territorio – Michel Houellebecq

Provo timore reverenziale nel cercare di descrivere questo nuovo lavoro letterario di Michel Houellebecq. Mi impressiona certamente uno scrittore che afferma, tra i ringraziamenti, di non documentarsi quasi per niente, realizzando però le opere che molti di noi conoscono.

La scrittura del Maestro è ricca di temi che spaziano dalla sociologia all'arte; temi, tuttavia, proposti in maniera estremamente scorrevole.

michel houellebecq - la carta e il territorio


Come accade in molti romanzi di Houellebecq, il protagonista di "La carta e il territorio" (un artista figurativo) è un personaggio con grosse difficoltà ad esprimere le proprie emozioni nei rapporti con gli altri (o meglio, ad avere delle emozioni), tendente all'apatia. Esemplare lo sforzo di Jed Martin nel trovare argomenti di conversazione tra lui e il padre, con il quale ritiene di non avere molto da condividere. Anche le relazioni sentimentali non riescono a smuovere l'animo dell'artista, tutt'altro che figura attiva quanto piuttosto compagno trascinato dalla partner Olga.

Tuttavia, così come lo scienziato Michel Djerzinski de "Le particelle elementari", anche il nostro Jed ha delle intuizioni notevoli nel proprio campo. Le sue opere riflettono la visione della società e della condizione umana nel mondo occidentale dell'autore (Martin – ma anche Houellebcq), caratterizzata da un esasperato legame alla professione a discapito dei legami affettivi (tematica cara allo scrittore francese).

Un altro elemento ricorrente sono le scienze del turismo e le indagini di marketing legate ad esse (come in "Piattaforma"), che fanno capolino durante la prima parte del romanzo e dalle quali prende corpo il successo professionale del protagonista.

Curiosa poi l'introduzione di Houellebecq stesso all'interno della storia, che fornisce un'immagine di sé al limite del parodistico.

L'artista francese si conferma attento osservatore della società, che considera decadente e vuota, attraversandola e descrivendola con il "pretesto" della storia di Jed, artista contemporaneo.

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Recensione di
Antonio Soncina

Odio i best seller, soprattutto se di sfumature rosa, gialle o grigie. Ai classici preferisco storie contemporanee. Posso sopravvivere senza il rinomato "odore della carta" ma non con il Kindle scarico.

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2 commenti
Recensione di Antonio Soncina

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