La camera azzurra- Georges Simenon

Com’ è che un romanzo inizia in una camera azzurra, il sole fuori, l’ amore dentro e finisce nel freddo di febbraio in un commissariato di polizia?

Tony Falcone è un uomo comunemente felice che vive in un paesino della campagna francese insieme alla sua devota moglie e della giovane figlia. Ma quel giorno, nella camera azzurra, era in compagnia di un altra donna. Con lui c’ era Francois, anche lei abitante dello stesso paesino, donna statuaria e all’ apparenza imperturbabile che nasconde un mondo interiore fatto di passione ed ossessione di cui solo Tony è reso partecipe, a sua insaputa.  I due si conoscono all’ infanzia ma è solo dopo molti anni che si ritrovano improvvisamente coinvolti in una relazione.

Se da un lato Tony sembra sconvolto dagli eventi, e da se stesso, Francois ha atteso pazientemente quel momento per anni e lo considera l’ inizio della loro vita insieme, l’ amore tanto atteso che una volta trovato non è possibile arginare e che va difeso ad ogni costo.

Dall’ inizio della vicenda appare chiaro che qualcosa di terribile sia successo nel corso di questa relazione extraconiugale, ma chi abbia fatto cosa a chi resta, fino alle ultime pagine, un mistero. Solo durante interminabili ed estenuanti interrogatori viene ricostruita l’ intera vicenda svelando, almeno in parte, il peccato ed il peccatore.

In poche pagine Simeon racconta un sentimento vissuto senza controllo, che viene negato e respinto dal protagonista fino alla fine, fino a spingerlo quasi alla follia. Il lettore viene anche’ esso catapultato in questo mondo obnubilato, fatto di un presente impalpabile e da un passato rivissuto ossessivamente, domanda dopo domanda. E chissà alla fine quale sia la verità:  in un piccolo mondo fatto di ruoli certi e linee ben demarcate la confusione diventa così grande che alla fine resta davvero il dubbio di chi siano i buoni e chi i cattivi.