La camera azzurra – Georges Simenon

Georges Simenon (Liegi, 1903 – Losanna, 1989) è stato uno scrittore estremamente prolifico, autore di centinaia di romanzi, oltre che di scritti di altro genere. Il suo nome resta legato principalmente ai romanzi “gialli” che hanno come protagonista il commissario Maigret; tuttavia tante sue opere, anche di quelle giudicate di maggior valore, non appartengono a questa serie. Una di queste è il romanzo breve (o racconto lungo, che dir si voglia) La camera azzurra (La chambre bleu, 1964).

Tony Falcone è un giovane uomo che vive a Saint Justin du Loup, una cittadina della provincia francese, con la moglie Gisèle e la figlia Marianne. Un giorno di febbraio la sua vita viene sconvolta completamente e lui finisce in carcere con accuse terribili. Gli eventi dell’ultimo anno e mezzo, storie di passione e di morte, vengono chiariti attraverso gli interrogatori di fronte al giudice Diem.

La cronaca offre ancora oggi storie torbide e sanguinose di amore e di morte e non di rado queste vicende si svolgono in ambienti provinciali sonnacchiosi: è lì infatti che covano spesso le più profonde insoddisfazioni, da cui possono scaturire tragedie che poi è facile definire “annunciate”. Questo è il contesto della Camera azzurra e l’autore riesce, con la sua lingua essenziale ma densa, a evocare alla perfezione luoghi, atmosfere e umori. Così si delineano davanti ai nostri occhi Tony, figlio di immigrati italiani, che con fatica si è ritagliato uno spazio di realizzazione professionale, ma che ha anche i suoi scheletri nell’armadio; la sensuale e folle Andrée; la malinconica e pallida Gisèle e tanti altri personaggi minori. Nello stesso tempo, come una sorta di puzzle, si ricostruisce la vicenda e si svelano tutti i misteri, gli intrighi e le violenze. Un intreccio costruito magistralmente, un racconto realistico e avvincente; non un capolavoro, ma un’opera di ottimo artigianato della penna.

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